Impianti sciistici: l’Ansfisa snellisce le prove annuali per l’apertura delle funivie
Si snelliscono le procedure per l’apertura degli impianti a fune. Un decreto firmato dal direttore di ANSFISA stabilisce che le prove annuali potranno essere condotte dai direttori di esercizio, sotto la vigilanza dell’agenzia che potrà verificarne la corretta esecuzione in qualsiasi momento con ispezioni successive. La novità salvaguarda la sicurezza degli impianti e pone rimedio al picco di richieste coincidenti con l’avvio della stagione sciistica.
La disposizione di Ansfisa, pur avendo come prima attenzione la sicurezza degli impianti, mira a semplificare i procedimenti e ad agevolare l’attività operativa delle imprese nel periodo invernale, quando è maggiore l’esigenza di assicurare i servizi agli utenti, nonché a redistribuire il carico di lavoro degli uffici preposti ai controlli, che nonostante i numeri esigui, in attesa della conclusione dei concorsi pubblici avviati per ingegneri, debbono comunque far fronte alle diverse esigenze dei territori.
Inoltre, il direttore di Ansfisa, Domenico De Bartolomeo, come indicato dal ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, ha delegato direttamente il dirigente coordinatore del settore impianti fissi dell’Agenzia a effettuare l’ispezione per la riapertura dell’impianto di Foppolo (BG).
Cosa stabilisce il decreto
Il decreto stabilisce che il direttore di esercizio e il responsabile di esercizio degli impianti a fune, due figure già responsabili, secondo la normativa vigente, della corretta esecuzione delle prove per il regolare funzionamento degli impianti e già coinvolti in prima linea durante le prove stesse, possano condurre le ispezioni annuali per l’apertura degli impianti, anche senza la presenza del funzionario dell’agenzia. Il programma delle ispezioni, previste per la riapertura stagionale degli impianti, dovrà comunque essere comunicato ad Ansfisa in anticipo.
L’agenzia provvederà a programmare la propria presenza ove opportuno e non si limiterà a controlli concordati con il gestore, ma disporrà verifiche a campione sugli impianti già attivi al fine di valutare non solo gli aspetti meramente tecnici, ma anche la corretta gestione della sicurezza da parte di tutte le figure coinvolte nel processo, tenuto conto che il fattore umano è anch’esso fondamentale per il corretto e sicuro funzionamento degli impianti.
La disposizione è un primo passo verso l’unificazione delle procedure di verifica della sicurezza di tutti i trasporti terrestri, dove è in atto un passaggio da un sistema prescrittivo a un modello prestazionale nel quale i gestori sono i primi responsabili della sicurezza dell’infrastruttura e dove l’autorità di vigilanza promuove il miglioramento degli standard e supervisiona il sistema di gestione della sicurezza.
