Costi del non fare: 260 miliardi in trasporti e logistica tra il 2014 e il 2030
Nel periodo 2014-2030, la mancata realizzazione delle opere infrastrutturali in Italia potrebbe generare oltre 800 miliardi di euro legato ai costi del non fare (cnf). E’ quanto emerge dal nono rapporto annuale dell’Osservatorio “I Costi del Non Fare”, diretto dal professor Andrea Gilardoni dell’Università Bocconi, che è stato presentato ieri a Roma. In particolare, il settore trasporti e logistica genera un cnf pari a 260 miliardi di euro, di cui 72 miliardi sono relativi a porti e interporti, 114 miliardi alle ferrovie e 74,7 alle autostrade.
In generale, il mancato miglioramento delle performance delle infrastrutture mediante interventi di ammodernamento, efficientamento e aggiornamento tecnologico dell’esistente genera cnf pari a circa 18,5 miliardi di euro al 2030. Secondo l’Osservatorio, il fabbisogno di investimenti per le opere prioritarie in Italia è di almeno 185 miliardi di euro sempre al 2030.
Lo studio evidenzia una serie di azioni che dovrebbero essere attuate, tra cui quelle di selezionare rigorosamente le priorità infrastrutturali, investendo in quelle che generano i maggiori ritorni in termini economici, ambientali e sociali e privilegiare gli interventi di miglioramento delle infrastrutture esistenti come ammodernamenti, manutenzioni straordinarie e upgrade tecnologici. Inoltre, occorre favorire il partenariato pubblico- privato e il ricorso ai project bond per favorire l’afflusso di capitali e riformare il codice degli appalti, razionalizzando i processi autorizzativi e e definendo delle norme che non lascino spazio alla reiterazione delle decisioni.
L’ex sottosegretario ai trasporti Bartolomeo Giachino, attuale responsabile nazionale trasporti di Forza Italia, ha sottolineato come la mancata realizzazione delle infrastrutture di trasporto strategiche e i ritardi nella attuazione della riforma della logistica, come suggerito dal Piano della logistica 2011-2020 approvato dalla Consulta dei trasporti e della logistica nel 2010, costa al Paese almeno 2 punti di pil l’anno derivanti dai mancati lavori e dai mancati traffici commerciali e turistici che le nuove infrastrutture potrebbero mettere in moto.
“Sulle infrastrutture di trasporto passano sia i flussi turistici che i flussi delle merci in continuo aumento nel mondo – ha detto Giachino – Con la TAV ad esempio la Francia, il primo Paese al mondo per turismo internazionale, sarebbe a tre ore da Torino e Milano. Forza Italia ritiene che la parte centrale del nuovo Piano dei Porti e della logistica , che il Governo deve predisporre entro il 12.2.2015, dovrà essere la ricerca, attraverso incentivi, defiscalizzazioni e una efficiente gestione telematica, di nuovi volumi di merce che attraverso i nostri porti, la logistica italiana possa servire non soltanto l’economia italiana ma, cosi come aveva intuito Cavour, anche l’Europa centrale. Oggi a causa delle inefficienze portuali e logistiche – ha concluso Giachino – per le merci in arrivo da Oriente è scandalosamente più conveniente utilizzare i porti del Nord Europa e noi perdiamo tasse portuali e lavoro logistico per alcuni miliardi di euro”.
