Corridoio Adriatico-Baltico: Chisso, spina dorsale per l’Europa
“Il Veneto aveva visto giusto quando, oltre un lustro fa, si era dato da fare per progettare il corridoio intermodale Adriatico – Baltico, capace di coinvolgere l’economia dell’Europa Centrale e dell’Est. A Bruxelles abbiamo constatato che i tempi sono maturi e che questo corridoio è la spina dorsale per il rilancio dell’economia del vecchio continente, al cui interno il Veneto ha un ruolo da protagonista”.
Lo ha affermato l’assessore alle politiche infrastrutturali del Veneto Renato Chisso, commentando il positivo esito del vertice che ha esaminato la proposta della Commissione sulla nuova Metodologia delle Reti Trans Europee, che dà pieno riconoscimento al Corridoio Baltico – Adriatico quale asse strategico.
“Mi auguro – ha aggiunto – che la proposta stessa venga presto approvata dal Parlamento Europeo e dal Consiglio”.
Il corridoio, che dispone di infrastrutturazioni per buona parte già esistenti, accrescerà le relazioni tra alcune tra le più interessanti aree produttive ed economiche della nuova Europa allargata, dando al Nord Est italiano e all’Alto Adriatico in generale un ruolo essenziale che renderà ancora più competitivo il territorio interessato. Le stime presentate dicono che la messa in atto dell’asse Adriatico – Baltico porterà ad una crescita del PIL europeo valutata in 20 Milioni di euro, con un aumento del traffico commerciale di circa il 7 per cento e una crescita dei rapporti economici tra questa parte dell’Europa e il resto del mondo.
“Il nuovo corridoio, unendo porti, interporti, zone industriali e nuove economie, è uno dei punti fondamentali e cruciali della proposta – ha concluso Chisso – e permetterà al Veneto di essere protagonista di questo processo di sviluppo. La sfida che ci attende è di aumentare le relazioni tra le infrastrutture ferroviarie e il tessuto produttivo e industriale veneto attraverso una co-modalità efficace, che sappia cogliere al meglio le nuove opportunità offerte dagli investimenti intrapresi nell’ottica di una maggiore coesione europea”.
