Mobilità: aperto al traffico il nuovo tracciato della SS284 Occidentale Etnea ad Adrano
L’opera da 66 milioni di euro si snoda per 3,75 km fuori dal centro abitato. Più sicura della vecchia strada, riduce i tempi di percorrenza.
Anas ha aperto al traffico la nuova variante nel territorio di Adrano, un segmento di quasi quattro chilometri che sostituisce la vecchia sede della strada statale 284 “Occidentale Etnea”, di cui assume oggi la funzione di asse principale.
L’opera, costata complessivamente sessantasei milioni di euro, devia così il flusso veicolare fuori dal centro cittadino, riducendo i tempi di percorrenza e innalzando i livelli di sicurezza su un asse storicamente tortuoso e sovraccaricato da numerosi accessi alle proprietà adiacenti.
I dettagli tecnici del tracciato
L’opera si estende nel segmento compreso tra il chilometro 26 e il chilometro 30 della statale. Dal punto di vista strutturale, la nuova carreggiata appartiene alla categoria C1 (strade extraurbane secondarie a traffico sostenuto), con una larghezza complessiva di dieci metri e mezzo: lo spazio è suddiviso in due corsie di marcia da tre metri e settantasette ciascuna, affiancate da banchine laterali di un metro e mezzo.
Una sezione stradale più ampia che consentirà un transito molto più agevole e sicuro rispetto alle limitazioni fisiche del percorso precedente.
Viadotti e gallerie artificiali
Per preservare la viabilità esistente e scavalcare la linea ferroviaria Circumetnea senza interrompere il servizio dei treni, i progettisti hanno previsto diverse opere. Tra queste spiccano due viadotti realizzati in acciaio corten: il Giordano, lungo centottanta metri, e il Granatello, di duecento metri. Il tracciato comprende inoltre le gallerie artificiali Cannatella e Naviccia, rispettivamente di novantacinque e quarantadue metri, oltre a otto sottopassi, trentuno tombini e trentatré muri di sostegno in terra armata.
Sostenibilità e rispetto della biodiversità
I lavori di realizzazione sono stati guidati da criteri di tutela ambientale, puntando sul recupero del 92% delle terre e delle rocce provenienti dagli scavi. Una scelta che, d’altra parte, ha evitato il ricorso a nuove cave di prestito e ha ridotto i viaggi dei mezzi pesanti, limitando così le emissioni di anidride carbonica.
Inoltre, data la prossimità del cantiere con il Parco dell’Etna, l’infrastruttura adotta pavimentazioni fonoassorbenti per attenuare l’inquinamento acustico e barriere integrate nel paesaggio. È stata inoltre garantita la conservazione delle specie vegetali endemiche presenti nell’area, con una particolare attenzione alla salvaguardia del Bagolaro dell’Etna.
Gestione temporanea e completamento dei lavori
Attualmente il collegamento con la viabilità locale di Corso Italia è regolato da un impianto semaforico provvisorio. Questa configurazione, pensata per gestire in sicurezza le manovre di immissione ed emissione, rimarrà attiva per circa due mesi con un limite di velocità ridotto a cinquanta chilometri orari nell’area di intersezione.
La deviazione del flusso di traffico sulla variante consentirà ora di ultimare gli interventi accessori direttamente sulla vecchia sede stradale ormai libera. La conclusione definitiva di tutte le lavorazioni è programmata per il 31 dicembre del 2026.
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