Confindustria e Regione Piemonte: obiettivo rendere più competitivo il sistema regionale

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martedì 26 ottobre 2021

Il 6% della forza lavoro, 49 grandi opere da concludere entro dieci anni e 7,5 miliardi di fondi del Pnrr da spendere entro il 2026. Questi alcuni dei numeri contenuti nel position paper dedicato a logistica e infrastrutture messo a punto dalla Commissione Logistica di Confindustria Piemonte, con il contributo di Unioncamere Piemonte, e condiviso oggi con la Regione. L’obiettivo è contribuire al completamento entro la fine dell’anno del Piano Regionale Mobilità e Trasporti (Prmt) lanciato nel 2018. Due i piani di settore, previsti dal Prmt, su cui la commissione si è concentrata nelle riunioni del suo primo anno di operatività: il Piano Regionale della Logistica (PrLog) e il Piano Regionale per la Mobilità delle Persone (PrMop). Dall’analisi e dall’ascolto dei contributi ricevuti, la commissione ha tratto dieci proposte per rendere più competitivo e attrattivo il sistema regionale.

 

Rafforzare la imprese del territorio e incentivare nuovi investimenti

In Piemonte ci sono 14.000 aziende di logistica che contano 83.146 addetti, pari al 6,1% del totale degli occupati piemontesi. Confindustria Piemonte ne rappresenta più di 200 che sommano 18.000 addetti. Da questo comparto arriva la richiesta di valorizzare i nodi logistici consolidati di Novara come crocevia del traffico Nord Sud, Rivalta Scrivia come retroporto delle merci in arrivo da Genova, Savona e Vado, Orbassano come hub logistico torinese. Anche il Pnrr verrà in supporto in questo senso, finanziando l’asse del Terzo valico Appenninico verso Milano e il collegamento ferroviario con Tortona e Alessandria. Sono invece fermi al palo alcuni altri tasselli fondamenti della rete ferroviaria, come il potenziamento della Torino-Savona ferroviaria, la Fossano Cuneo, la variante di Demonte. Sono invece 11 le opere che il documento, analizzando i dati dell’osservatorio Oti, ritiene saranno ultimate entro il 2023, altre sette saranno pronte nel 2026, tre entro il 2030 e infine la Torino-Lione che potrebbe entrare in esercizio nel 2032, come annunciato recentemente.

“Grazie alla connessione con la Liguria – spiega il presidente di Confindustria Piemonte, Marco Gay – la nostra regione è uno degli sbocchi strategici per le merci in arrivo dall’Asia e dall’Africa, oltre a essere al centro del continente europeo. In questi mesi di pandemia, tutti hanno compreso come la logistica sia centrale per la nostra economia. Ora abbiamo la possibilità di farne una leva di sviluppo”.

“L’attuale amministrazione regionale sostiene fin dal primo giorno la centralità della logistica e delle infrastrutture nel futuro del Piemonte. Un settore di sicuro sviluppo che passa attraverso la realizzazione del nuovo collegamento ferroviario Torino-Lione e del Terzo Valico e che vede i territori nel sud del Piemonte quali preferenziali ambiti retroportuali del sistema portuale ligure, oltre naturalmente al miglioramento di tutta la rete infrastrutturale regionale ed extraregionale – sottolineano il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio e l’assessore ai Trasporti e Infrastrutture Marco Gabusi –. Come già dimostrato sul tema della gestione dei fondi del Pnrr, la Regione Piemonte è al fianco di Confindustria per realizzare piani e strategie che possano rispondere alle necessità delle imprese, che, nel caso della logistica e delle infrastrutture, devono poter pensare al loro futuro in un quadro quanto più definito possibile di realizzazione di reti materiali e immateriali. Il dialogo instaurato con Confindustria Piemonte rappresenta lo strumento più alto e più efficace per dare risposte concrete alle imprese”.

 

Creare un’alternativa al trasporto su gomma

“Gli obiettivi che si pone il Prmt sono molto vasti, e infatti fissano il 2050 come termine per realizzarli – commenta Iames Pingani, presidente della Commissione Logistica di Confindustria Piemonte –. Dalla sicurezza all’accessibilità delle reti, dall’efficacia all’attenzione degli impatti energetici e ambientali, in un anno di lavoro abbiamo toccato ambiti molto diversi cercando però fin da subito di garantire un sostegno alle imprese. Senza logistica e infrastrutture adeguate, infatti, il nostro export non potrà continuare a crescere con i ritmi attuali, che entro metà 2022 ci consentiranno di recuperare quanto perso durante la pandemia”.

L’obiettivo è attuare una delle grandi priorità anche del Pnrr, ovvero creare un’alternativa al trasporto su gomma, che il 77,3% delle imprese piemontesi ancora utilizza prevalentemente, nonostante sia la soluzione meno conveniente. Per interrompere questo corto circuito, tra le richieste fatte dalla regione per il Piano nazionale di ripresa e resilienza, 349 rientrano nella Missione 3 denominata “Infrastrutture per una mobilità sostenibile”.

Il valore complessivo di questi interventi ammonterebbe, se finanziati, a 7,464 miliardi di cui 6,561 miliardi per l’alta velocità ferroviaria e strade sicure, mentre 0,9 miliardi servirebbero all’intermodalità e la logistica integrata. Altrettanto cruciale sarà lo sviluppo delle infrastrutture immateriali, come sostegno alla transizione delle imprese verso l’industria 4.0 e la sostenibilità ambientale. Per rispettare i tempi, il documento propone quattro elementi: procedure parallele e non sequenziali nella realizzazione di un’opera; project management moderni; tempi rigorosi agli enti pubblici; selezione del vincitore della gara d’appalto rinunciando alla predisposizione delle graduatorie per evitare al minimo i ricorsi al Tar, causa di ritardi nella realizzazione delle opere.

 

 

Tag: infrastrutture, trasporto ferroviario

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