Veicoli industriali, il 2025 chiude in calo e ora il settore guarda al 2026
Il futuro del mercato 2026 tra incentivi, rinnovo del parco e possibili segnali di ripresa
Il mercato dei veicoli industriali in Italia archivia il 2025 con un risultato negativo, nonostante il rimbalzo registrato nella parte finale dell’anno.
Le immatricolazioni di mezzi sopra le 3,5 tonnellate si fermano a 27.755 unità, con una flessione complessiva del 2,6% rispetto al 2024, secondo le elaborazioni del Centro Studi di UNRAE sui dati del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Il recupero osservato negli ultimi mesi non è stato sufficiente a compensare le difficoltà emerse nel corso dell’anno, lasciando il comparto dei veicoli industriali in una fase di transizione, tra segnali di ripresa e criticità strutturali ancora irrisolte.
Veicoli industriali, il rimbalzo di dicembre non cambia il bilancio dell’anno
Nel solo mese di dicembre 2025 il mercato dei veicoli industriali ha mostrato un’accelerazione significativa, con una crescita del 14,6% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Le immatricolazioni sono salite a 2.107 unità, contro le 1.838 registrate a dicembre 2024.
A sostenere il recupero sono stati soprattutto i veicoli pesanti con massa pari o superiore a 16 tonnellate, che hanno segnato un incremento mensile del 15,8%. Molto marcata anche la crescita dei veicoli leggeri tra 3,5 e 6 tonnellate, mentre il segmento dei mezzi di massa intermedia continua a mostrare segnali di debolezza.
Mezzi pesanti e trattori restano il nodo critico
L’analisi dell’intero 2025 restituisce un quadro più complesso per il mercato dei veicoli industriali. Se i veicoli leggeri chiudono l’anno in crescita, i mezzi di massa compresa tra 6 e 16 tonnellate registrano una contrazione superiore all’11%.
Anche il comparto dei veicoli industriali pesanti sopra le 16 tonnellate chiude in territorio negativo, con un calo complessivo del 2,6%. All’interno di questo segmento emergono dinamiche divergenti: i carri mantengono un segno positivo, mentre i trattori stradali accusano una flessione più marcata, superiore al 6%, riflettendo le difficoltà di investimento delle imprese di autotrasporto.
Veicoli industriali, il 2026 come possibile anno di svolta
Con la chiusura del 2025, l’attenzione del settore si sposta ora sul 2026. Secondo Giovanni Dattoli, presidente della Sezione Veicoli Industriali di UNRAE, la crescita delle immatricolazioni registrata negli ultimi mesi dell’anno non è stata sufficiente a evitare una chiusura negativa, soprattutto nel comparto dei trattori stradali.
Dattoli indica il 2026 come un possibile punto di svolta, a condizione che vengano attuate misure e agevolazioni strutturali a sostegno del rinnovo del parco. In questo contesto, UNRAE guarda con favore al Fondo straordinario pluriennale da 590 milioni di euro, destinato a incentivare l’acquisto di veicoli industriali tecnologicamente più avanzati e a minore impatto ambientale.
Valutazione positiva anche per il rifinanziamento della Nuova Sabatini e dell’iperammortamento, previsti dalla nuova Legge di Bilancio. Resta però centrale la necessità di chiarire rapidamente le modalità di utilizzo delle risorse già stanziate per la decarbonizzazione del parco circolante, affinché gli incentivi possano tradursi in un reale rilancio del mercato dei veicoli industriali nel corso del 2026.
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