Trasporto merci Sardegna in crisi: le imprese scrivono a Matteo Salvini
Costi in aumento, overbooking estivo e timori per l’impatto dell’ETS
Imprese e associazioni di categoria della Sardegna hanno scritto al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini. Chiedono un incontro urgente sul trasporto merci. Denunciano costi in aumento e gravi difficoltà operative.
Secondo i firmatari, il sistema del trasporto merci da e per l’isola sta incidendo pesantemente sull’economia sarda. I costi sono in aumento e la programmazione logistica è sempre più complessa. Preoccupa anche il possibile aggravio legato all’entrata a regime del sistema europeo ETS (Emission Trading System).
Trasporto merci Sardegna: costi insostenibili e crisi strutturale
Il nodo principale riguarda l’esplosione dei costi del trasporto merci Sardegna via nave, che incide direttamente sulla competitività delle aziende locali.
A firmare la missiva sono, tra gli altri, Confindustria, Coldiretti e 3A Arborea.
Nel documento si parla di:
- costi logistici fuori controllo
- incertezza sistemica nelle prenotazioni
- difficoltà nella programmazione industriale
- rischi per l’occupazione e la continuità produttiva
Le imprese denunciano una condizione di svantaggio competitivo permanente dovuta alla insularità, che non sarebbe adeguatamente compensata.
Trasporto merci e stagione estiva: meno spazio alle merci
Un aspetto particolarmente critico del trasporto merci Sardegna riguarda i mesi estivi.
In questo periodo il volume delle merci trasportate aumenta fino all’80%. Tuttavia, la capacità di stiva non cresce in modo proporzionale. Anzi, spesso viene ridotta per privilegiare il traffico passeggeri, più remunerativo per gli armatori.
Le conseguenze per il trasporto merci sono pesanti:
- overbooking dei semirimorchi
- prenotazioni che non garantiscono l’imbarco
- aumento dei noli proprio nei mesi di maggiore domanda
- programmazione logistica resa incerta
Per le imprese sarde questo significa non poter assicurare tempi certi di consegna e produzione.
Trasporto merci, insularità e articolo 119 della Costituzione
Il tema del trasporto merci Sardegna si intreccia con quello dell’insularità e del principio di equità territoriale.
Secondo i promotori dell’iniziativa, l’articolo 119 della Costituzione stabilisce che gli svantaggi derivanti dall’insularità debbano essere compensati.
Viene citato il confronto con:
- Corsica, che beneficia di un sistema pubblico di compensazione in Francia
- Grecia, dove esistono meccanismi analoghi
In Sardegna, invece, il trasporto merci sarebbe lasciato interamente alle dinamiche di mercato, che secondo le imprese non garantiscono equilibrio né continuità.
Trasporto merci Sardegna: le richieste al governo
Nella lettera inviata al ministro Salvini vengono avanzate richieste precise per riformare il trasporto merci marittimo da e per l’isola:
- Introduzione di obblighi di servizio pubblico vincolanti per il trasporto merci marittimo
- Capacità minima garantita su ogni rotta
- Certezza dell’imbarco per i mezzi prenotati ed eliminazione dell’overbooking
- Adeguamento stagionale dell’offerta in base ai flussi reali
- Impiego di navi “ro-ro” dedicate esclusivamente alle merci
- Compensazioni pubbliche per neutralizzare i costi strutturali dell’insularità e l’impatto del sistema ETS
L’obiettivo è rendere il trasporto merci Sardegna stabile, prevedibile e competitivo rispetto al resto del territorio nazionale.
Trasporto merci e competitività: una questione di equità territoriale
Secondo i firmatari, il tema del trasporto merci non è ideologico né di parte, ma riguarda ogni imprenditore, lavoratore e cittadino sardo.
Senza un intervento strutturale dello Stato, il rischio è che la crisi del trasporto merci Sardegna si trasformi in un freno permanente allo sviluppo economico dell’isola.
La richiesta al governo è di aprire un confronto rapido e produttivo per garantire continuità produttiva, tutela dell’occupazione e rispetto del principio di equità territoriale.
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