La logistica investe in intelligenza artificiale ma in modo sbagliato, lo svela uno studio
Solo il 37% delle imprese la usa per prevenire interruzioni e perdite di capitale
La logistica sta investendo in intelligenza artificiale, ma spesso nei punti sbagliati, limitando l’impatto reale sull’efficienza e sul capitale aziendale.
È quanto emerge dal nuovo studio di FourKites e ABI Research, “The Execution Gap: What Supply Chain Leaders Are Saying About Technology”, che ha coinvolto 490 leader della supply chain nei settori manifatturiero, retail e logistico.
Secondo la ricerca, il 28% dei dirigenti indica l’ottimizzazione del capitale circolante come principale obiettivo d’investimento. Tuttavia, solo il 37% utilizza l’intelligenza artificiale per la gestione del rischio, l’ambito che permette di evitare interruzioni operative, spese impreviste e costi di trasporto urgente che bloccano la liquidità nelle aziende di logistica.
Fonte: FourKites & ABI Research, “The Execution Gap: What Supply Chain Leaders Are Saying About Technology”, 2025. Rapporto completo su fourkites.com
Le imprese di logistica usano l’intelligenza artificiale dove serve meno
Lo studio mostra che la maggior parte delle imprese impiega l’intelligenza artificiale in funzioni prevedibili, come la previsione della domanda (44%) o la gestione dell’inventario (41%), trascurando invece l’automazione dei processi operativi più critici.
Mathew Elenjickal, fondatore e CEO di FourKites, sottolinea che “i dirigenti analizzano i problemi invece di prevenirli”. In altre parole, l’intelligenza artificiale viene usata per comprendere cosa è andato storto, ma non per anticipare le criticità che rallentano la catena logistica. Solo il 27% delle aziende consente ai sistemi di agire autonomamente, mentre oltre la metà (52%) limita l’uso dell’intelligenza artificiale al supporto decisionale.
Questo approccio riduce la capacità di risposta delle catene logistiche, impedendo di eliminare i fermi dei mezzi, i ritardi nelle consegne e i costi di trasporto accelerato.
La logistica e la trasformazione digitale
Il 30% dei partecipanti al sondaggio proviene direttamente dal settore logistico, e proprio qui si concentrano le opportunità più immediate.
Le aziende più avanzate stanno già integrando agenti di intelligenza artificiale per automatizzare attività come la pianificazione degli appuntamenti, la raccolta dei documenti di consegna e il monitoraggio in tempo reale delle spedizioni.
Grazie a queste soluzioni, i team logistici riescono a ridurre tempi di fermo, aumentare la visibilità sui carichi e migliorare il cash flow, liberando capitale e diminuendo costi di magazzino e trasporto.
Secondo FourKites, le imprese che hanno adottato AI autonoma ottengono ritorni sugli investimenti entro 4–8 mesi, a conferma dell’efficacia di un approccio orientato all’azione.
Le sfide: integrazione dei sistemi e processi decisionali
La ricerca evidenzia anche gli ostacoli che frenano l’uso strategico dell’intelligenza artificiale nella logistica. Il 46% dei dirigenti cita la difficoltà di integrare sistemi legacy e nuovi strumenti digitali come la principale barriera.
La qualità dei dati, al contrario, è vista come un problema secondario: ciò che manca davvero è la connessione tra tecnologia e processi aziendali.
FourKites e ABI Research sottolineano che “la tecnologia funziona, ma le organizzazioni devono imparare ad agire”. Serve un cambiamento culturale che dia più autonomia ai team operativi, accelerando le decisioni e sfruttando l’intelligenza artificiale per prevenire i problemi anziché reagire quando si manifestano.
Il futuro della logistica è predittivo e interconnesso
In un contesto globale segnato da costi crescenti, tensioni geopolitiche e nuove sfide di sostenibilità, la logistica predittiva e autonoma diventa un vantaggio competitivo.
L’intelligenza artificiale, se integrata con i sistemi TMS, WMS ed ERP, può ridurre ritardi, costi di trasporto e sprechi operativi, trasformando la logistica in un motore di efficienza e liquidità.
Come conclude il report, “la tecnologia funziona. Le aziende devono solo lasciarla agire”. La chiave è un uso dell’AI che unisca visibilità, automazione e decisioni rapide: solo così la logistica potrà davvero evolvere verso una supply chain più resiliente e connessa.
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