Logistica delle batterie al litio: l’incendio a Milano accende il tema della sicurezza
Ecco cosa sappiamo
Un incendio ha colpito la filiale logistica BRT di Milano Bovisa. E’ successo nel tardo pomeriggio di mercoledì 8 luglio. L’incendio riapre il tema della sicurezza nella logistica delle batterie al litio.
La ricostruzione ufficiale arriva da una nota diffusa da BRT.
L’azienda conferma che l’incendio è scoppiato nel tardo pomeriggio di mercoledì 8 luglio nella filiale di Milano Bovisa. Le cause sono ancora da accertare. Non risultano feriti tra i collaboratori presenti nel sito.
BRT fa sapere di aver attivato le procedure di sicurezza. Al lavoro i Vigili del Fuoco e le autorità competenti per gestire l’emergenza e mettere in sicurezza l’area. Per contenere i disagi, BRT ha attivato anche il proprio piano di continuità operativa.
Perché le batterie al litio sono critiche per la logistica
Il caso è significativo perché non riguarda un impianto specializzato nella produzione di batterie, ma un hub logistico. In questi ambienti le batterie possono essere presenti in molte forme: e-bike, monopattini, power bank, computer, smartphone, utensili elettrici e altri dispositivi ricaricabili. Spesso sono integrate nei prodotti e non immediatamente visibili.
Le batterie al litio richiedono particolare attenzione perché, se danneggiate, difettose, surriscaldate o imballate in modo scorretto, possono andare incontro al cosiddetto “thermal runaway”. Il tema è trattato anche in materiali tecnici dei Vigili del Fuoco dedicati alla gestione degli incendi e degli stoccaggi di sistemi di accumulo agli ioni di litio, dove viene evidenziata la complessità di questi fenomeni e la necessità di procedure specifiche.
Durante il thermal runaway, una batteria può generare calore, gas infiammabili e possibili riaccensioni. Per questo motivo, spegnere le fiamme non significa sempre eliminare il rischio. Le batterie possono restare calde e richiedere raffreddamento prolungato, isolamento e monitoraggio.
Il problema dei colli non dichiarati
Uno dei punti più delicati per gli operatori è la corretta identificazione della merce. Nel trasporto, le batterie al litio sono soggette alla normativa ADR sulle merci pericolose e sono identificate da specifici codici ONU. Tra i più ricorrenti ci sono UN 3480, per batterie agli ioni di litio spedite separatamente, e UN 3481, per batterie contenute in apparecchiature o imballate con esse.
Il rischio aumenta quando la presenza di batterie non viene dichiarata correttamente o quando i prodotti entrano in flussi misti, come e-commerce, marketplace, importazioni e resi. Un collo non segnalato può essere trattato come merce ordinaria e finire in aree non idonee o accanto a materiali facilmente infiammabili.
Prevenzione e responsabilità della filiera logistica
Particolare attenzione va riservata ai resi: una batteria restituita può essere stata urtata, manomessa, caricata male o danneggiata, anche senza segni evidenti. Per questo servono controlli, aree dedicate, formazione del personale e procedure chiare.
L’incendio di Milano mostra quanto sia importante passare da una gestione reattiva a una cultura della prevenzione. Gli operatori logistici dovrebbero rafforzare i controlli documentali, separare i prodotti più critici, prevedere aree di quarantena per batterie sospette o danneggiate e organizzare gli spazi in modo da facilitare l’intervento in caso di emergenza.
La logistica delle batterie al litio diventerà sempre più centrale con la crescita dell’e-commerce, della mobilità elettrica leggera e dei dispositivi ricaricabili. Il caso Milano è quindi un segnale per tutto il settore: conoscere la merce, classificarla correttamente e prepararsi alle emergenze è ormai parte integrante della sicurezza e della responsabilità logistica.
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