Logistica e consegna pacchi: ELA segnala lavoro irregolare e sfruttamento dei corrieri
Retroscena di un mercato che cresce senza sosta ma che richiede nuove regole per tutelare i lavoratori
Il settore della logistica e consegna pacchi è diventato uno dei cardini dell’economia europea, spinto dall’e-commerce e dalla domanda di consegne rapide. Tuttavia, dietro l’espansione si nascondono gravi criticità.
Il nuovo studio pubblicato dall’Autorità europea del lavoro (ELA) mette in luce fenomeni diffusi di lavoro irregolare, sfruttamento dei corrieri, subappalti frammentati e pratiche di lavoro sommerso.
Nonostante in alcune parti d’Europa il falso lavoro autonomo stia diminuendo, molte problematiche persistono: tempi di attesa non retribuiti, ore di lavoro dichiarate in modo insufficiente e status contrattuali incerti.
Le catene di subappalto, spesso lunghe e opache, rendono ancora più complessa l’attribuzione delle responsabilità e ostacolano la protezione dei lavoratori.
Cambiamenti nella logistica e consegna pacchi
L’ELA osserva che la logistica e consegna pacchi è attraversata da una fase di profonda trasformazione. L’ingresso di nuove piattaforme digitali e operatori innovativi ha reso il mercato più competitivo, ma anche più fragile per i lavoratori.
La pandemia ha accelerato questa tendenza: le abitudini di consumo sono cambiate e la richiesta di consegne rapide è aumentata drasticamente.
Questo ha comportato un forte incremento dei volumi gestiti, senza però un miglioramento delle condizioni occupazionali. Anzi, le pressioni si sono riversate sui corrieri, spesso costretti a turni più lunghi, ritmi serrati e retribuzioni inadeguate.
Lavoro irregolare e sfruttamento dei corrieri
Uno dei dati più allarmanti nella logistica e consegna pacchi, riguarda la diffusione del lavoro irregolare. Lo studio evidenzia che il fenomeno è presente in tutte le fasi della filiera, compromettendo la conformità normativa e la concorrenza leale.
In parallelo, lo sfruttamento dei corrieri assume forme diverse: ore lavorate non registrate, tempi di carico e attesa non pagati, contratti di falso lavoro autonomo e retribuzioni ridotte rispetto agli standard previsti.
A farne le spese sono soprattutto i lavoratori migranti e i cittadini di Paesi terzi, che rappresentano una quota significativa della manodopera e risultano più esposti a condizioni di vulnerabilità.
Subappalto e lavoro sommerso nella logistica e consegna pacchi
Il ricorso sistematico al subappalto è un altro nodo critico. Le grandi aziende committenti della logistica e consegna pacchi affidano gran parte delle attività a subappaltatori, spesso a più livelli.
Questo modello riduce i costi ma genera filiere opache, che alimentano il lavoro sommerso e rendono più difficile perseguire gli abusi.
I partner sociali chiedono da tempo una regolamentazione più incisiva: senza regole chiare, la catena di fornitura continuerà a scaricare i rischi sui lavoratori più deboli, accentuando le situazioni di sfruttamento.
Le risposte istituzionali contro lavoro irregolare e sfruttamento
Per affrontare il problema del lavoro irregolare nella logistica e consegna pacchi, diversi Stati membri hanno avviato riforme legislative e introdotto strumenti digitali di controllo. Tra le soluzioni in fase di sperimentazione figurano registri digitali, database interconnessi e sistemi di tracciamento delle consegne.
Francia, Germania e Paesi Bassi hanno istituito unità ispettive specializzate, mentre cresce la richiesta di rendere obbligatori i tachigrafi intelligenti anche sui veicoli leggeri sotto le 3,5 tonnellate, così da monitorare in maniera precisa le ore lavorate dai corrieri.
A livello europeo, misure come la Direttiva sulla due diligence e il Regolamento (UE) 2018/644 rafforzano la responsabilità delle imprese nella catena di fornitura della logistica e consegna pacchi,. Sul fronte nazionale, la Germania e il Belgio hanno adottato leggi postali specifiche, mentre in Italia la contrattazione collettiva ha permesso di siglare accordi con grandi operatori, rafforzando le tutele contrattuali.
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