IP e Ludoil entrano in Unem: cosa cambia per l’energia in Italia
Ecco come resce il peso della filiera energetica italiana
Unem allarga la propria rappresentanza e accoglie due nomi di primo piano del settore energetico italiano. Il Consiglio Generale di Unem ha approvato l’ingresso di IP – italiana petroli e Ludoil Energy. Con l’ingresso di IP – italiana petroli e Ludoil Energy, Unem amplia la presenza dei grandi operatori del settore energetico.
Le due società portano nell’associazione attività che vanno dalla raffinazione alla logistica, fino alla distribuzione dei prodotti energetici.
La scelta arriva mentre il comparto è alle prese con diversi dossier aperti: transizione energetica, approvvigionamenti e competitività industriale. Temi che riguardano direttamente il futuro dell’energia in Italia.
Per Unem, avere al proprio interno due operatori come IP e Ludoil significa allargare il confronto su temi che nei prossimi anni avranno un peso crescente nelle scelte energetiche del Paese.
IP e Ludoil entrano in Unem: il peso dei due gruppi
IP – italiana petroli, società del gruppo SOCAR, è uno dei principali operatori italiani nel settore dei carburanti e della mobilità. Dispone di un sistema logistico e industriale diffuso sul territorio nazionale, rifornisce importanti aeroporti e porti e supporta una vasta infrastruttura commerciale multi-energia e multi-brand.
Ludoil Energy, gruppo industriale italiano, opera invece lungo l’intera filiera: approvvigionamento, raffinazione, stoccaggio, logistica e distribuzione di carburanti e biocarburanti. Il gruppo è presente anche nella produzione di biometano e di energia da fonti rinnovabili. Di recente ha completato l’iter normativo previsto per l’acquisizione della raffineria di Priolo, un asset strategico per il sistema energetico nazionale.
Energia in Italia, Murano: serve un approccio pragmatico
“Accogliamo con grande soddisfazione l’ingresso di IP – italiana petroli e Ludoil Energy nella nostra Associazione”, ha dichiarato il presidente di Unem, Gianni Murano, sottolineando il valore aggiunto delle due realtà per l’intera filiera.
Murano ha inoltre richiamato la necessità di affrontare la decarbonizzazione con un approccio pragmatico, capace di tenere insieme sostenibilità ambientale, sicurezza energetica e competitività. Secondo il presidente di Unem, sarà fondamentale valorizzare tutte le soluzioni tecnologiche in grado di produrre risultati concreti.
Cosa cambia per la filiera energetica italiana
Il punto, adesso, sarà capire come questa maggiore rappresentanza si tradurrà nelle proposte che l’associazione porterà ai tavoli istituzionali. La sfida riguarda investimenti, innovazione e tutela del valore industriale e occupazionale della filiera, mentre il settore cerca un equilibrio tra obiettivi ambientali, continuità delle forniture e sostenibilità economica per imprese e consumatori italiani.
Con l’ingresso di IP e Ludoil, Unem amplia dunque il proprio peso rappresentativo in un momento in cui le decisioni su carburanti, raffinazione, mobilità e tecnologie low carbon sono destinate a incidere direttamente sul futuro dell’energia in Italia.
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