Veicoli industriali: a settembre il mercato crolla del 23%

mercoledì 9 ottobre 2019 14:12:28

Il mercato dei veicoli industriali registra una pesante battuta d’arresto a settembre, con un calo del 23%. Secondo UNRAE è la cronaca di un disastro annunciato per la mancanza di una strategia concreta e di risorse certe che possano rinnovare il settore.

Dalle stime del Centro Studi e Statistiche dell’UNRAE a settembre sono stati immatricolate 1.148 unità con massa totale a terra superiore alle 3,5t a fronte delle 1.490 registrate l’anno precedente.

Calo a doppia cifra anche nel comparto dei veicoli pesanti con massa totale a terra uguale o superiore a 16t. 934 unità immatricolate contro 1.217 con un calo del 23,3%.

Nei primi nove mesi dell’anno la flessione è del 6,3% per i veicoli con massa totale a terra superiore alle 3,5t (17.751 unità verso 18.942), e del 6,6% per quelli uguali o maggiori alle 16t (14.298 contro 15.309).

“Alla fine dello scorso mese di giugno - commenta Franco Fenoglio, Presidente della Sezione Veicoli Industriali di UNRAE, l’Associazione delle Case estere - abbiamo annunciato il brusco arresto che stava subendo il mercato dei veicoli industriali, prevedendo che il 2019 potesse concludersi con un calo consolidato del 5% rispetto all’anno precedente. Ad oggi, siamo costretti a rivedere in negativo questa previsione”.

“Nonostante i continui tentativi di sensibilizzare il decisore politico sulle criticità del settore dell’autotrasporto - prosegue Fenoglio - continuiamo a trovarci nella imbarazzante situazione nella quale, mancando completamente qualsiasi seria e razionale strategia di sviluppo, le imprese sono costrette ad attuare tattiche di sopravvivenza che portano allo spreco di risorse pubbliche, dal cui impiego il Paese non trae alcun beneficio”.

“Siamo in presenza di un parco circolante tra i più vecchi d’Europa, con un’età media di 13,8 anni. È una situazione drammatica, sia dal punto di vista della sicurezza che della sostenibilità. L’autotrasporto di merci è uno snodo essenziale dello sviluppo economico. Dunque, la diffusione di veicoli di nuova generazione deve essere promossa con decisione a tutti i livelli da tutte le rappresentanze dei settori interessati. Il confronto con gli altri mercati europei concorrenti, dove si fa sperimentazione e si sostiene l’innovazione, diventa sempre più deprimente. Solo con il lavoro coordinato di tutti e senza fughe velleitarie dalla realtà sarà possibile indirizzare lo sviluppo dell’autotrasporto italiano verso un aggiornamento significativo dei mezzi in circolazione”.


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