Italia a rischio isolamento: Assaeroporti e Ibar invitano il Governo a uniformarsi a standard europei sul distanziamento a bordo degli aerei

martedì 26 maggio 2020 09:38:09

Il 13 maggio la Commissione europea ha pubblicato le raccomandazioni per riprendere viaggi e spostamenti in sicurezza tra gli Stati membri, dando così il via libera ai preparativi da parte degli operatori dei trasporti e dei servizi turistici. Per quanto riguarda il trasporto aereo, la Commissione ha demandato la redazione di protocolli specifici per il comparto all’Agenzia europea per la sicurezza aerea (Easa) e al Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), che il 18 maggio hanno rilasciato le linee guida che identificano le misure per assicurare la sicurezza di passeggeri e addetti durante la ripresa di servizi regolari a seguito dell’emergenza sanitaria da Covid-19. Il documento attribuisce la priorità assoluta alla tutela sanitaria in ogni fase del viaggio, identificano alcuni principi fondamentali, come l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, l’osservanza di una scrupolosa igiene personale, l’impiego di sofisticate tecniche di ventilazione e filtraggio, il distanziamento interpersonale laddove possibile, e forniscono indicazioni puntuali su ogni segmento del viaggio: dall’arrivo all’aeroporto di partenza fino all’uscita da quello della destinazione finale.

Per quanto riguarda il recepimento di queste raccomandazioni da parte dell’Italia, Ibar e Assaeroporti chiedono al Governo di adeguarsi alle regole europee per far sì che il nostro Paese non rimanga isolato.

“Anche in Italia, l’aviazione farà da volano per il rilancio economico del Paese: sarà importante assecondare le esigenze della domanda rispristinando velocemente i collegamenti e assicurare che il trasporto aereo rimanga economicamente alla portata del grande pubblico” ha dichiarato Benito Negrini, presidente dell’associazione che riunisce 54 compagnie aeree nazionali e straniere che operano nel nostro Paese. Dove, ha aggiunto, “si sta facendo un buon lavoro: negli aeroporti società di gestione e compagnie aeree stanno attuando tutte le misure necessarie per assicurare la ripresa in sicurezza dei collegamenti e l’Autorità di regolazione competente in materia ha a sua volta redatto, con il coinvolgimento di tutti gli attori della filiera, delle linee guida nazionali che riprendono in grandissima parte le raccomandazioni delle Agenzie europee. Manca però il tassello più importante, in assenza del quale si correrà il rischio che le compagnie straniere, la cui quota di mercato per i collegamenti internazionali da/per l’Italia sfiora il 90%, possano valutare insostenibile e ingestibile il ripristino dei servizi temporaneamente sospesi: la mancata armonizzazione tra la normativa italiana e quella della quasi totalità dei Paesi europei in tema di distanziamento a bordo”. E conclude: “In questi giorni le Direzioni di tutte le compagnie, europee e non solo, stanno lavorando sui possibili scenari dei prossimi mesi, ci sarebbe ancora il tempo per evitare che l’Italia si trovi ad essere svantaggiata rispetto ad altri Paesi ma bisogna essere rapidi nelle decisioni”.

Anche per Assaeroporti è di fondamentale importanza allinearsi alle raccomandazioni europee, per consentire una ripresa della connettività fondata su regole omogenee e sostenibili, pena l’esclusione dell’Italia dal contesto del trasporto aereo europeo e internazionale.

“Le linee guida confermano che la sicurezza del passeggero e dei lavoratori è il principale obiettivo della filiera del trasporto aereo e suggeriscono un approccio flessibile, non discriminatorio e coordinato per assicurare l’efficacia delle misure e il mantenimento di condizioni di parità sul mercato – ha commentato Fulvio Cavalleri, vicepresidente vicario dell'associazione delle società di gestione aeroportuale italiane –. Solo in tal modo, infatti, sarà possibile ripristinare la connettività e sostenere l’attività economica, senza pregiudicare la competitività del settore, delle imprese che vi operano e dell’intero Paese. L’esclusione dell’Italia dal trasporto aereo europeo, inoltre, metterebbe sicuramente a rischio gli attuali livelli occupazionali, insostenibili senza una significativa ripresa del traffico”.

 

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