Mercato auto: produzione in calo del 21%. L'industria automotive scende del 9,5%

giovedì 10 ottobre 2019 16:27:41

La produzione di autovetture in Italia continua a calare e, nei primi otto mesi dell’anno in corso, si riduce del 21%. Lo dice una stima preliminare di ANFIA.
A settembre 2019, il mercato italiano dell’auto ha riportato una crescita delle vendite del 13%. I primi nove mesi del 2019 chiudono invece con segno negativo: -2%. A settembre, le immatricolazioni del Gruppo FCA hanno registrato una quota di mercato del 22%, con volumi in aumento dell’11%. Negli altri comparti, presentano un segno positivo nel periodo gennaio-settembre 2019 soltanto i veicoli commerciali leggeri (+7%, e +13% nel mese) e i rimorchi leggeri (+3%, e un incremento del 10% a settembre), mentre risultano in flessione gli autocarri (-6%, in diminuzione del 23% a settembre), gli autobus (-6%, nonostante la crescita del 6% di settembre) e i rimorchi e semirimorchi pesanti (-7%, mentre nel mese la flessione è del 18%).

A luglio 2019 (ultimo dato disponibile), il valore delle esportazioni di autoveicoli dall’Italia è di 2 miliardi di Euro, il 4,4% del totale esportato, e risulta in calo dell’1,2%. L’import di autoveicoli vale, invece, 2,5 miliardi di Euro (+1,3% rispetto a luglio 2018), pari al 6,5% del totale importato in Italia. Gli Stati Uniti rappresentano, in valore, il primo Paese di destinazione per l’export di autoveicoli dall’Italia, con una quota del 16%, seguita da Francia e Germania, rispettivamente con una quota del 15% e del 14%.

In Italia, l’indice della produzione industriale nel suo complesso diminuisce dell’1,8% ad agosto 2019. Nella media dei primi otto mesi dell’anno l’indice ha registrato una flessione tendenziale dello 0,9%.
La produzione dell’industria automotive italiana nel suo insieme registra ad agosto un calo tendenziale dell’11,9%, con un segno negativo che perdura dall’ultimo trimestre 2018, dichiara Gianmarco Giorda, Direttore di ANFIA. Nei primi otto mesi del 2019 la variazione tendenziale è -9,5%.

Anche la produzione italiana di parti e accessori per autoveicoli e loro motori3 mantiene il segno meno ad agosto e cala del 6,3% sia nel mese che nel cumulato”.
A luglio, secondo gli ultimi dati disponibili, gli ordinativi di questo specifico comparto risultano in calo del 10,6%, per effetto del decremento degli ordinativi interni (-12,8%) e degli ordinativi esteri (-8,4%). Nei primi sette mesi dell’anno, gli ordinativi registrano una diminuzione del 9,2% (-14,6% e -4% le rispettive componenti interna ed estera). Anche il fatturato delle parti e accessori per autoveicoli e loro motori presenta un calo del 5,8% nel mese, a causa della flessione della componente interna (-11,7%), mentre la componente estera torna positiva (+0,6%). Nel periodo gennaio-luglio 2019 l’indice del fatturato registra un decremento del 6,9%, con una componente interna in diminuzione del 14,1% (+0,7% il fatturato estero).

Gli ordinativi per il settore automotive nel suo complesso risultano in calo del 10,2% a luglio (risultato di una componente interna a -11,8% e di una componente estera in ribasso dell’8,1%). Nei primi sette mesi del 2019, gli ordinativi diminuiscono dell’11,7% (-13,7% nel mercato interno e -9% nel mercato estero). Gli ordinativi totali dell’industria in senso stretto (escluso il comparto Costruzioni), invece, presentano una flessione dell’1% nel mese di luglio (+0,3% la componente interna e -2,9% la componente estera) e del 2,3% nei primi sette mesi del 2019 (-1,1% la componente interna e -4,1% la componente estera).

Il fatturato del settore automotive, infine, presenta una variazione negativa del 3,1% a luglio (-9,9% il fatturato interno e +5,7% quello estero). Nei primi sette mesi del 2019, il fatturato è in flessione dell’8,5% (-12,4% il fatturato interno e -3% quello estero). Per l’industria in senso stretto (escluso il comparto Costruzioni), il fatturato risulta in crescita, invece, del 2,7% nel mese (+2,3% sul mercato interno e +3,2% sui mercati esteri) e chiude a +0,1% il periodo gennaio-luglio 2019 (+0,1% sul mercato interno e +0,3 sui mercati esteri).

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