Veicoli industriali: cosa sta succedendo al mercato dei camion
Pesanti in aumento ma il segmento tra 6 e 16 tonnellate registra un forte calo
Il mercato dei veicoli industriali apre il 2026 con un segnale positivo. Ma il quadro non è uniforme. A febbraio le immatricolazioni crescono del 2,3%. Un aumento moderato, che però nasconde dinamiche molto diverse tra i vari segmenti del settore.
Secondo le stime del Centro Studi e Statistiche UNRAE, elaborate sui dati del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nel mese sono stati immatricolati 2.329 veicoli industriali. Un anno fa, nello stesso periodo, erano stati 2.276.
La crescita quindi c’è. Ma è contenuta. E soprattutto racconta un mercato che sta cambiando.
Veicoli industriali: i pesanti trainano la crescita
A sostenere il mercato dei veicoli industriali sono soprattutto i mezzi più grandi. I veicoli con massa pari o superiore a 16 tonnellate crescono del 5,8%. Il dato è calcolato rispetto a febbraio 2025.
Parliamo dei mezzi utilizzati per il trasporto merci su lunga distanza. Camion destinati alle grandi tratte logistiche, alle attività industriali e alla distribuzione nazionale.
La crescita di questo segmento indica che molte imprese stanno continuando a investire nel rinnovo delle flotte. Soprattutto nei mezzi destinati alle tratte principali del trasporto merci.
Ancora più marcata la crescita dei veicoli fino a 6 tonnellate. In questo caso l’aumento è del 20,8%. Un risultato legato anche allo sviluppo della logistica urbana e delle consegne dell’ultimo miglio.
Veicoli industriali: crolla il segmento tra 6 e 16 tonnellate
Se alcuni segmenti crescono, altri invece rallentano in modo evidente. In calo il segmento dei veicoli industriali tra 6,01 e 15,99 tonnellate. A febbraio la contrazione raggiunge il 29% rispetto allo scorso anno. Un calo molto significativo.
Il dato suggerisce che il mercato stia cambiando struttura. Da una parte aumentano i mezzi leggeri utilizzati nelle città. Dall’altra crescono i camion pesanti destinati al trasporto su lunga distanza.
Il segmento intermedio, invece, sembra perdere spazio nelle strategie delle imprese di trasporto.
Veicoli industriali: i numeri dei primi mesi del 2026
Guardando ai primi mesi dell’anno, il mercato dei veicoli industriali mostra comunque una crescita. Tra gennaio e febbraio sono stati immatricolati 5.000 veicoli industriali.
Nel 2025, nello stesso periodo, le registrazioni erano state 4.854. L’aumento è quindi del 3%.
Un andamento che appare in linea con le previsioni del settore. Per il 2026 gli operatori si aspettano infatti una fase di sostanziale stabilità del mercato.
Il tema della transizione energetica
Secondo Giovanni Dattoli, Presidente della Sezione Veicoli Industriali di UNRAE, l’anno si è aperto con un andamento coerente con le previsioni.
L’obiettivo del settore è mantenere livelli di mercato almeno in linea con quelli del 2025. E possibilmente replicare le performance positive registrate nel biennio 2023-2024. Per raggiungere questo risultato, secondo UNRAE, servono però strumenti strutturali di sostegno.
Il parco circolante dei veicoli industriali in Italia resta infatti piuttosto anziano. Le imprese hanno bisogno di condizioni più stabili per pianificare gli investimenti necessari al rinnovo delle flotte.
Il futuro tra elettrico e biocarburanti
Un altro tema centrale riguarda la transizione energetica del trasporto merci. Secondo UNRAE, l’Italia continua a registrare un ritardo rispetto ad altri grandi mercati europei. In particolare sul fronte delle infrastrutture.
Tra le priorità indicate dal settore ci sono:
- lo sviluppo di infrastrutture di ricarica ad alta potenza (oltre 350 kW)
- la riduzione del costo dell’energia
- misure che favoriscano la diffusione di veicoli industriali a basse o zero emissioni
Nel percorso verso la decarbonizzazione, il settore punta anche sulla pluralità tecnologica. Non solo elettrico, quindi.
Per ridurre le emissioni si guarda anche ad altre soluzioni. Tra queste biocarburanti, HVO e bioLNG, già impiegati in diverse flotte europee. L’obiettivo è accompagnare in modo realistico l’evoluzione del mercato dei veicoli industriali, sostenendo allo stesso tempo gli investimenti di costruttori e imprese di trasporto.
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