Trasporto merci e logistica: cosa dice il nuovo Report Osservatorio Freight Insights 2026
Costi in aumento, ferrovia in calo e reti sotto pressione
Il trasporto merci e la logistica in Italia continuano a crescere. Devono fare i conti con un contesto sempre più complesso. Aumentano i costi operativi. La rete infrastrutturale mostra segnali di saturazione.
Il quadro resta condizionato anche dall’instabilità delle rotte marittime tra Far East ed Europa.
È quanto emerge dal secondo Report 2026 dell’Osservatorio Freight Insights, realizzato dal Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile (MOST) insieme alla Fondazione CSELI. Lo studio fotografa un comparto che nel 2025 ha raggiunto un valore di 94,3 miliardi di euro, in crescita dell’1,9% rispetto al 2024, ma che vede crescere le criticità più rapidamente dei volumi movimentati.
Trasporto merci e logistica: quanto vale la filiera
Vale 94,3 miliardi di euro la filiera italiana del trasporto merci. Nel 2025 la crescita si è attestata all’1,9% rispetto all’anno precedente.
Un risultato positivo, ma inferiore a quello registrato negli anni successivi alla pandemia. Il report evidenzia un rallentamento della crescita, mentre aumentano le pressioni sui costi e resta debole la domanda legata ad alcuni comparti produttivi.
Trasporto merci e logistica: aumentano i costi
Il caro energia continua a pesare sui conti del settore. Sul fronte dei costi, il diesel costa oggi il 28% in più rispetto al 2019. Nello stesso periodo l’energia elettrica è salita del 26%. Aumenti anche per i carburanti alternativi: +6,4% per il GNL e +10,1% per il CNG rispetto al 2024. Una dinamica che si somma al rincaro del trasporto stradale registrato in Europa e che continua a pesare sui bilanci di autotrasportatori e aziende della logistica.
Infrastrutture: le criticità per il trasporto merci e la logistica
Nel 2025 il traffico dei mezzi industriali ha raggiunto 31,5 miliardi di veicoli-km. Nel 2024 erano 30,9 miliardi.
I volumi continuano a crescere. Le infrastrutture molto meno.
Le criticità maggiori si concentrano lungo l’A1, l’A4, il nodo ligure e il Brennero. Sono i principali corridoi del trasporto merci italiano. Ed è qui che la congestione pesa sempre di più sui tempi di percorrenza.
C’è poi un altro dato che aiuta a leggere il mercato. L’89,9% dei veicoli industriali percorre meno di 300 chilometri al giorno.
La maggior parte delle merci viaggia quindi su tratte brevi o medie. Un elemento che conferma il peso dei traffici nazionali e regionali e la centralità del trasporto su strada nella logistica italiana.
Trasporto merci e logistica ferroviaria: continua il calo dei volumi
La ferrovia continua a perdere terreno nel trasporto merci. Nel 2025 i treni-km sono diminuiti del 4% rispetto all’anno precedente. In calo anche le tonnellate-km, che registrano una flessione del 3,3%.
Le merci continuano a viaggiare soprattutto su gomma.
Secondo l’Osservatorio, gli incentivi si sono dimostrati efficaci nel sostenere i traffici ferroviari. A pesare sono soprattutto i cantieri sulla rete, che continuano a limitare la capacità disponibile e a rallentare la crescita del comparto.
Trasporto merci e logistica globale: l’impatto della crisi del Canale di Suez
Tra i fenomeni che stanno influenzando maggiormente il settore vi è la riconfigurazione delle rotte marittime internazionali.
Il passaggio dal Canale di Suez al Capo di Buona Speranza sta avendo effetti anche sui traffici diretti in Italia. Il report stima un allungamento di circa due settimane nei collegamenti tra Far East e porti mediterranei.
Per i porti del Mediterraneo questo significa tempi di viaggio più lunghi. Secondo il report, i collegamenti tra Far East ed Europa registrano ormai un ritardo medio di circa due settimane.
Una situazione che si traduce in consegne più lente, costi più elevati e maggiori difficoltà nella gestione delle scorte.
Le sfide del trasporto merci e della logistica nei prossimi anni
La logistica italiana continua a mantenere un ruolo centrale nei traffici europei, ma il quadro delineato dal report evidenzia diversi elementi di criticità. Dai costi energetici alla congestione della rete, fino alle difficoltà dell’intermodalità ferroviaria, il settore si trova oggi a operare in condizioni più complesse rispetto agli anni precedenti. La sfida sarà sostenere la crescita dei traffici senza perdere competitività.
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