Trasporto animali: novità su rimorchi e Codice della Strada nella Legge Semplificazioni
In dettaglio la modifica dell’articolo 56 del Codice della Strada per l’impiego dei rimorchi
Il trasporto animali cambia con la Legge Semplificazioni che modifica l’articolo 56 del Codice della Strada per l’impiego dei rimorchi.
La revisione riguarda i mezzi utilizzati dagli operatori e chiarisce le condizioni con cui i rimorchi per merci possono svolgere funzioni aggiuntive. Inoltre, la norma assicura coerenza con il quadro sanitario europeo, pertanto interessa autotrasportatori, allevatori e imprese di trasporto che operano quotidianamente su strada.
Trasporto animali e nuovo uso dei rimorchi
L’articolo 26 interviene sull’articolo 56 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285. La modifica introduce il comma 4-bis, che consente ai rimorchi per il trasporto di cose di essere impiegati anche per il trasporto animali vivi, se dotati di allestimenti permanenti dedicati. Inoltre, tali rimorchi devono rispettare i limiti di sagoma e massa indicati negli articoli 61 e 62 del Codice della Strada.
L’utilizzo richiede un’autorizzazione del Servizio veterinario territorialmente competente, rilasciata secondo il Regolamento (CE) n. 1/2005 e l’Accordo del 20 marzo 2008.
Di conseguenza, gli operatori ottengono un quadro più chiaro, che permette l’impiego di mezzi già presenti nelle flotte, riducendo i vincoli gestionali e mantenendo il rispetto del benessere animale.
Trasporto animali e orientamenti europei in discussione
Il contesto europeo assume grande rilievo per il trasporto animali. La Commissione Europea ha presentato il 7 dicembre 2023 una proposta di regolamento che dovrebbe sostituire il Regolamento (CE) n. 1/2005. Tuttavia, i negoziati non sono iniziati perché Parlamento e Consiglio non hanno definito il mandato negoziale.
Durante il Consiglio Agricoltura e Pesca del 26 maggio 2025, il Governo italiano, con numerosi Stati membri, ha evidenziato le difficoltà operative legate alle nuove misure.
Inoltre, è stato richiesto un approccio proporzionato, che garantisca il funzionamento del mercato unico e non introduca costi insostenibili per agricoltori e trasportatori. Di conseguenza, la posizione italiana punta a un equilibrio tra tutela degli animali e sostenibilità economica del settore.
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