Trasporti in crisi in tutta Europa: lavoratori a rischio
Lettera aperta alla Commissione europea: il sistema dei trasporti UE non è preparato e i lavoratori ne pagano il prezzo
I trasporti sono in crisi in tutta Europa. I lavoratori sono sempre più a rischio. È quanto emerge dalla Lettera aperta dei lavoratori alla Presidente Ursula von der Leyen. E’ pubblicata dalla European Transport Workers’ Federation ETF.
Nel documento, la federazione europea dei lavoratori dei trasporti denuncia un sistema strutturalmente fragile, che negli anni non è stato in grado di prepararsi adeguatamente alle crisi.
Trasporti in crisi: un sistema europeo impreparato
Secondo la ETF, le recenti tensioni geopolitiche e le crisi energetiche non rappresentano eventi isolati. Sono veri e propri test che l’Unione Europea rischia di non superare.
La lettera sottolinea come il sistema dei trasporti europeo sia stato indebolito da anni di scelte politiche orientate alla riduzione dei costi, che hanno portato a:
- competizione interna tra Stati membri
- pressione al ribasso su salari e diritti
- governance frammentata
- dipendenza da paesi terzi
Questi fattori hanno reso il settore meno resiliente e più esposto agli shock.
Lavoratori a rischio nei trasporti europei
Uno dei punti centrali della lettera è la condizione dei lavoratori, sempre più esposti alle conseguenze delle crisi.
La ETF evidenzia che i lavoratori dei trasporti sono in prima linea ma non adeguatamente protetti. Le aziende, di fronte all’aumento dei costi, tendono a ridurre capacità e costi del lavoro, trasferendo il rischio sui dipendenti.
Questo si traduce in:
- minori ore di lavoro
- maggiore precarietà
- peggioramento delle condizioni lavorative
Il risultato è un settore sempre meno attrattivo e con crescenti difficoltà nel mantenere personale qualificato.
Crisi energetica e trasporti: una vulnerabilità strutturale
La lettera richiama anche il nodo della dipendenza energetica dell’Europa. Una vulnerabilità già nota, ma ancora irrisolta.
Dalla guerra in Ucraina alle tensioni più recenti nel Golfo, il settore dei trasporti continua a risentire delle oscillazioni dei prezzi dei combustibili. E dell’instabilità internazionale.
Secondo la ETF, la transizione energetica non può più essere rinviata. Ma deve essere sostenuta da investimenti concreti. E da misure capaci di garantire anche occupazione di qualità.
Un modello che si ripete ad ogni crisi
Nel documento si evidenzia un modello ricorrente: ogni crisi viene gestita con misure temporanee, come sussidi e aiuti di emergenza, senza affrontare i problemi strutturali.
Di conseguenza:
- il sistema diventa progressivamente più debole
- le condizioni di lavoro peggiorano
- aumenta l’instabilità per i lavoratori
Le richieste alla Commissione europea
La ETF invita la Commissione europea ad agire con urgenza su alcune priorità fondamentali:
- creare quadri vincolanti per la gestione delle crisi
- garantire la tutela dei lavoratori e delle condizioni salariali
- sviluppare strategie di resilienza per il settore
- coinvolgere le parti sociali nelle decisioni
Tra le proposte, anche la convocazione di una tavola rotonda di alto livello per definire un cambiamento strutturale.
La crisi dei trasporti in tutta Europa evidenzia un problema sistemico che non può più essere affrontato con soluzioni temporanee. Il sistema appare impreparato e i lavoratori restano i più esposti.
Secondo la ETF, senza un intervento strutturale e coordinato, ogni nuova crisi continuerà a colpire il settore e a mettere a rischio chi vi lavora.
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