Traslochi a Roma, ANIT-FEDERTRASLOCHI: Serve il modello Milano per i permessi OSP
Mauro Santonati (Bolliger Express) racconta criticità e soluzioni per semplificare il sistema dei permessi OSP nella Capitale
Nel contesto urbano contemporaneo, il settore dei traslochi riveste un ruolo strategico ma spesso sottovalutato, essenziale per garantire mobilità abitativa, efficienza logistica e ordine nelle città. A Roma, come in molte altre metropoli italiane, l’efficienza delle operazioni è strettamente legata a un elemento tanto tecnico quanto decisivo: i permessi per l’Occupazione di Suolo Pubblico (OSP).
Mauro Santonati (in foto), Manager di Bolliger Express Srl e rappresentante attivo di ANIT-FEDERTRASLOCHI, ci racconta le sfide quotidiane del settore, le proposte concrete messe in campo dall’Associazione e l’urgenza di una riforma del sistema dei permessi OSP nella Capitale.
Cosa rappresenta ANIT-FEDERTRASLOCHI nel panorama italiano dei trasporti?
La fusione tra ANIT e FEDERTRASLOCHI rappresenta un passaggio strategico e senza precedenti nel panorama delle associazioni nazionali attive nei settori del trasporto e della logistica. Per la prima volta, due realtà associative hanno scelto di privilegiare una visione condivisa, orientata a grandi obiettivi comuni, anziché concentrarsi sulle divergenze di dettaglio. Questa unione ha consolidato la nostra rappresentanza a livello nazionale, rafforzando l’efficacia dell’azione istituzionale e dando al settore una voce più forte, coesa e riconosciuta. Siamo convinti che tale percorso possa costituire un modello di riferimento anche per altre realtà associative italiane.
Avete presentato una proposta per introdurre la detraibilità parziale delle spese di trasloco: quali sono i dettagli principali e quali benefici comporterebbe per le famiglie?
Abbiamo avanzato una proposta volta a introdurre la detraibilità fiscale del 50% delle spese sostenute per un trasloco, da ripartire su un arco temporale di 5 o 10 anni. Si tratta di una misura concreta a sostegno delle famiglie, spesso gravate da numerose spese connesse al cambio di abitazione — molte delle quali già oggi detraibili (come nel caso delle ristrutturazioni edilizie). Questa iniziativa mira, inoltre, a far emergere fiscalmente un comparto fortemente penalizzato dall’abusivismo, contrastando il lavoro nero che ne deriva e promuovendo l’introduzione di regole certe in un settore troppo spesso lasciato all’improvvisazione; La nostra Associazione è impegnata nella promozione della legalità e della sicurezza, attraverso una formazione qualificata del personale e il rispetto del CCNL Logistica e Trasporti, anche negli appalti pubblici, valori che devono essere riconosciuti e condivisi dai nostri committenti.
A che punto è il percorso per ottenere il riconoscimento giuridico della professione del traslocatore?
Anche in questo ambito abbiamo avanzato una proposta di modifica al Codice civile, volta a ottenere il riconoscimento giuridico della professione del traslocatore. Sebbene le nostre imprese siano formalmente inquadrate nel settore dell’autotrasporto, la realtà del nostro lavoro è ben diversa: si tratta di un’attività con un forte componente artigianale. Ogni singolo oggetto, fragile o meno, viene imballato manualmente dai nostri operatori specializzati, che con competenza e cura utilizzano materiali idonei per garantirne la protezione durante una fase estremamente delicata del processo di trasloco.
Perché i permessi OSP (occupazione suolo pubblico) sono così cruciali per il settore dei traslochi?
I permessi per l’Occupazione del Suolo Pubblico (OSP) rappresentano un elemento imprescindibile per lo svolgimento corretto e sicuro della nostra attività. Tali autorizzazioni garantiscono lo spazio necessario per lo stazionamento dei mezzi durante le operazioni di trasloco, permettono una pianificazione accurata delle tempistiche di intervento, evitano situazioni di intralcio alla circolazione (come la sosta in doppia fila) e tutelano la sicurezza sia degli operatori che dei cittadini. È importante sottolineare che tali permessi possono essere richiesti esclusivamente da imprese regolarmente iscritte all’Albo degli Autotrasportatori, a conferma della professionalità richiesta nel settore. Inoltre, il corretto rilascio dei permessi OSP costituisce anche una significativa fonte di entrata per le amministrazioni locali: basti pensare che il Comune di Milano incassa annualmente circa 5 milioni di euro da OSP legati ai traslochi, mentre a Roma – pur essendo una città ben più estesa e popolosa – non si superano i 300.000 euro, a causa di una gestione frammentata e poco efficace del sistema.
In cosa consiste la vostra proposta operativa per adottare il “Modello Milano” a Roma? Cosa rende il modello milanese così efficiente e replicabile?
I colleghi di Milano, in collaborazione con una software house specializzata, hanno sviluppato da anni un sistema altamente efficiente che consente il rilascio in tempo reale dei permessi di Occupazione di Suolo Pubblico (OSP). I nove Comandi della Polizia Locale gestiscono autonomamente le richieste, con piena conoscenza delle attività su ogni singola via, e sono in grado di verificare online la disponibilità degli spazi e autorizzare il rilascio in tempi rapidissimi. Il pagamento avviene contestualmente, tramite carta elettronica, e l’intero processo si conclude entro cinque giorni dalla data prevista per il trasloco. A Roma, invece, la gestione è affidata ai singoli Municipi e l’iter autorizzativo richiede mediamente dai 45 ai 60 giorni lavorativi. Un tempo incompatibile con le dinamiche reali del settore, dove l’imprevedibilità è la norma: rogiti posticipati, ristrutturazioni in ritardo, conferme dell’incarico che spesso arrivano solo 7-10 giorni prima. Come ANIT-FEDERTRASLOCHI, abbiamo adattato il modello milanese alla realtà romana, in collaborazione con la società che ha sviluppato il software e lo abbiamo presentato alle autorità capitoline. Riteniamo che sia ormai chiara a tutti la necessità di regolamentare il settore in modo trasparente, efficace e digitale. Ora ci auguriamo che si comprenda anche l’urgenza di intervenire.
Cosa chiedete oggi alla Amministrazione di Roma e agli stakeholder pubblici?
Agli amministratori e agli stakeholder pubblici coinvolti rivolgiamo un appello affinché possano realmente comprendere le esigenze operative delle nostre imprese e, soprattutto, le aspettative dei cittadini che si affidano a noi in momenti delicati della loro vita. Il nostro obiettivo è fornire un servizio di alta qualità, operando in condizioni di sicurezza e ordine, contribuendo al tempo stesso alle entrate comunali. Purtroppo, ci troviamo troppo spesso a dover fronteggiare un sistema burocratico rigido, rallentato da regolamenti datati e poco aderenti alla realtà del settore. Chiediamo pertanto un impegno concreto per una revisione efficace delle procedure, all’insegna della semplificazione, della trasparenza e della collaborazione istituzionale. Siamo pronti a collaborare in modo costruttivo con tutte le istituzioni coinvolte per individuare soluzioni concrete ed efficaci. Crediamo fortemente che solo attraverso un dialogo aperto e orientato ai risultati si possa finalmente garantire al settore una regolamentazione adeguata e ai cittadini un servizio efficiente, sicuro e rispettoso delle regole.
Se potesse spiegare con una frase semplice perché è importante regolare bene i traslochi in città, cosa direbbe?
Desideriamo che il trasloco non sia più vissuto come una fonte di stress, ma come un momento di cambiamento positivo nella vita delle persone. Un passaggio da affrontare con serenità, senza timori, con la consapevolezza che ogni nuova casa rappresenta un’opportunità di rinascita e ripartenza. Il nostro obiettivo è restituire dignità e umanità al nostro lavoro, affinché torni a portare un sorriso e non venga più associato a fasi difficili o dolorose dell’esistenza. A ben rappresentare questo spirito è la canzone L’uomo dei traslochi di Enrico Ruggeri, che con grande sensibilità racconta la realtà del nostro mestiere.
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