Tassa sui pacchi: perché Confetra fa ricorso al Tar
Il problema coinvolge consumatori e imprese della logistica.
La tassa sui pacchi da 2 euro applicata alle spedizioni in importazione con valore fino a 150 euro finisce davanti alla giustizia amministrativa. Confetra, la Confederazione generale italiana dei trasporti e della logistica, ha infatti deciso di presentare ricorso al Tar contro i provvedimenti che hanno introdotto il contributo.
Secondo l’organizzazione, la misura avrebbe già prodotto alcune conseguenze sui flussi della logistica e del commercio elettronico. Proprio per questo la Confederazione ha scelto di impugnare gli atti che ne hanno reso possibile l’applicazione.
L’obiettivo, spiegano dall’associazione, è difendere il comparto e garantire condizioni di mercato considerate equilibrate. Confetra ritiene infatti che un intervento di questo tipo, se applicato solo a livello nazionale, possa incidere sulla distribuzione dei traffici logistici.
Tassa sui pacchi: perché Confetra fa ricorso al Tar
Il contributo riguarda le spedizioni in arrivo dall’estero con valore dichiarato fino a 150 euro, una fascia di merci che interessa soprattutto il commercio elettronico internazionale. Per Confetra l’introduzione della tassa sui pacchi in Italia, senza un quadro comune a livello europeo, rischia di spostare parte dei flussi verso altri Paesi membri.
In uno scenario di questo tipo gli operatori potrebbero scegliere hub logistici situati in Stati con regole diverse, con possibili ripercussioni sull’attività degli scali italiani.
Nel comunicato diffuso dalla Confederazione, il presidente Carlo De Ruvo ha spiegato le ragioni della scelta di ricorrere al Tar:
“Una decisione assunta a tutela del comparto e del corretto funzionamento del mercato, alla luce degli effetti già prodotti dalla misura”.
Confetra sottolinea inoltre che il ricorso è stato presentato anche per evitare la scadenza dei termini per l’impugnazione dei provvedimenti.
Tassa sui pacchi: gli effetti sul traffico e-commerce a Malpensa
Tra le conseguenze segnalate dalla Confederazione c’è una riduzione significativa dei flussi legati all’e-commerce nell’hub aeroportuale di Milano Malpensa.
Secondo i dati citati nel comunicato, il traffico di importazione collegato al commercio elettronico avrebbe registrato una forte contrazione, con oltre il 50% di traffico perso. Inoltre, fino a pochi giorni fa sarebbero stati cancellati 81 voli all cargo rispetto alla programmazione iniziale.
Per Confetra, l’introduzione della tassa sui pacchi rischia quindi di spostare parte dei flussi logistici verso altri hub europei, con una perdita di traffico per il sistema logistico italiano.
Tassa sui pacchi: le criticità segnalate dal settore
La Confederazione evidenzia che negli ultimi mesi è stato avviato un confronto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze sul contributo, ma al momento non sono stati introdotti i correttivi richiesti dal settore.
Secondo Confetra, l’incertezza sui tempi delle decisioni politiche rischia di avere effetti immediati sulle attività degli operatori della logistica. Una situazione che, spiegano dalla Confederazione, potrebbe tradursi in difficoltà operative per le imprese e in ripercussioni sull’andamento del mercato.
A complicare il quadro c’è anche la fine del periodo transitorio concesso dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. La fase di sospensione del pagamento del contributo e degli adempimenti collegati si è infatti conclusa il 28 febbraio. Con la scadenza della proroga, il settore si trova ora ad affrontare una fase di incertezza dal punto di vista operativo e regolatorio.
Tassa sui pacchi: attesa per un intervento del Governo
Nonostante il ricorso al Tar, Confetra guarda anche alle possibili decisioni dell’esecutivo. Durante l’iter di conversione del decreto Milleproroghe, il Governo ha infatti accolto un Ordine del Giorno che lo impegna a valutare l’opportunità di sospendere l’applicazione della misura nel primo provvedimento utile.
Per Confetra un intervento normativo sulla tassa sui pacchi, come una possibile sospensione o un rinvio della misura, potrebbe aiutare a chiarire il quadro attuale. L’obiettivo, secondo la Confederazione, sarebbe quello di evitare ulteriori incertezze per il settore e garantire regole più allineate con quelle adottate negli altri Paesi dell’Unione europea.
Nel frattempo l’organizzazione conferma la disponibilità a proseguire il confronto con le istituzioni. L’auspicio è che dal dialogo possa emergere una soluzione in grado di assicurare maggiore stabilità normativa e condizioni di concorrenza equilibrate per il sistema logistico nazionale.
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