Tariffe trasporto merci: ecco come cambiano in Europa
Cosa sta succedendo nel mercato europeo dal report Upply, Ti, IRU
Nel secondo trimestre del 2025, le tariffe del trasporto merci su strada in Europa hanno raggiunto un livello di costo identico nei segmenti spot e a contratto, convergendo sull’indice benchmark di 132,2 punti.
È la prima volta che si registra una perfetta sovrapposizione tra le due modalità, secondo quanto rilevato dal report congiunto di Upply, Transport Intelligence (Ti) e IRU.
Il dato riflette un momento di apparente equilibrio in un mercato ancora scosso da tensioni cicliche e strutturali: le tariffe spot sono calate di 2,2 punti rispetto al trimestre precedente, mentre quelle a contratto sono aumentate di 1,2 punti.
La convergenza è il risultato di dinamiche divergenti tra domanda, struttura dei costi ed evoluzione macroeconomica.
Domanda di trasporto merci
Durante il Q2 2025, si è registrato un indebolimento della domanda di trasporto merci, in particolare nei settori dei beni discrezionali e dell’automotive.
Tuttavia, si intravedono segnali di ripresa grazie alla stabilizzazione del manifatturiero e al rafforzamento del retail. L’indice PMI manifatturiero HCOB è salito a 49,5 punti a giugno, il livello più alto dal 2022, pur rimanendo sotto la soglia di espansione.
Parallelamente, il volume del trasporto merci stradale ha mostrato un rimbalzo da aprile 2025, dopo il minimo di dicembre 2024.
I volumi in tonnellate-km previsti per l’intero anno sono in linea con i massimi del 2022. A supporto della ripresa, si segnalano un aumento del risparmio delle famiglie (15,4% nel Q1 2025) e una crescita della produzione industriale (+1,7% a maggio).
Costi trasporto merci: diesel e carburanti alternativi sotto osservazione
Il prezzo medio del diesel è sceso del 6,4% rispetto al primo trimestre, contribuendo a contenere i costi operativi. Tuttavia, l’effetto è stato in parte controbilanciato da aumenti dei pedaggi in diversi Paesi UE: +1,8% in Italia, +41% in Slovacchia (EURO VI).
La crisi in Medio Oriente ha inoltre generato un rimbalzo del petrolio a fine giugno.
Oltre al diesel, il report analizza anche i carburanti alternativi:
- HVO: –6% trimestre su trimestre, ma ancora con un premio del 20% rispetto al diesel.
- CNG: +5% anno su anno, con rischi futuri legati a scorte UE, tensioni USA-Russia e manutenzioni in Norvegia.
Queste voci sottolineano come la transizione energetica abbia un impatto crescente sui costi del trasporto merci.
Nuovi camion e transizione elettrica
Nel secondo trimestre 2025, le registrazioni di camion diesel sono cresciute del +13% rispetto al trimestre precedente, mentre i camion elettrici (BEV) sono aumentati del +17%, pari a circa 3.000 unità.
La quota complessiva dei BEV nel primo semestre è pari al 3,6%, con Germania, Francia e Paesi Bassi come mercati principali. La transizione energetica nel trasporto merci pesante è dunque in fase iniziale, con tassi di penetrazione ancora contenuti.
Tachigrafo smart G2V2 e digitalizzazione del trasporto merci
Un’importante novità normativa riguarda l’obbligo di aggiornamento al tachigrafo intelligente G2V2:
- Veicoli HDV (trasporto internazionale): retrofit obbligatorio entro il 18 agosto 2025
- Veicoli LDV > 2,5 t: obbligo di installazione dal 1° luglio 2026
La misura è parte del piano europeo di armonizzazione e mira a rafforzare i controlli su tempi di guida e riposo.
Autotrasporto e carenza strutturale di autisti
Resta elevato il problema della carenza di autisti: secondo IRU, mancano all’appello 426.000 camionisti in Europa. La risposta delle istituzioni UE include:
- Abbassamento dell’età minima per la patente da 21 a 18 anni
- Avvio di programmi di formazione a partire dai 17 anni
- Maggiore apertura all’assunzione di autisti da Paesi terzi
Trasporto merci: rotte europee a confronto
Le principali tratte europee mostrano tendenze molto differenziate:
Contratto:
- Varsavia–Duisburg: 152,2 punti (+4,4 q/q, +6,5 y/y)
- Madrid–Parigi: 137,0 (+3,1 q/q, –1,6 y/y)
- Milano–Varsavia: 110,9 (–2,0 q/q, –0,8 y/y)
Spot:
- Duisburg–Lilla: 114,7 (–9,5 q/q, –13,5 y/y)
- Lione–Birmingham: 126,9 (–13,1 q/q)
- Milano–Varsavia: 128,9 (–1,6 q/q, +4,9 y/y)
In alcuni casi, come Lione–Birmingham, i contratti salgono mentre gli spot crollano, a testimonianza di un contesto volatile dove domanda e costi si muovono in direzioni opposte.
Trasporto merci nei principali mercati UE
Italia
Spot: 116,8 punti (+4% a/a)
Crescita moderata, sostenuta da stabilità interna e investimenti in capitale fisso.
Spagna
Spot: 151,2 punti (+12,1% a/a)
Alta domanda interna e forte attività manifatturiera (elettronica +14,7%, automotive +5,6%).
Francia
Spot: 128,9 punti (–8,3 q/q)
Domanda logistica debole, produzione industriale in calo. Scenario aggravato da incertezza politica.
Germania
Spot: 119,8 punti (–6,4 q/q)
In calo per effetto della contrazione manifatturiera. Crescono e-commerce e vendite retail.
Polonia
Spot: –13,6 punti q/q
Il mercato più debole tra i principali, ma con possibili margini di ripresa legati al settore batterie.
Prospettive, rischi e scenari globali
Nonostante un’inflazione stabile al 2,0% e tassi d’interesse in calo, permangono rischi globali. I nuovi dazi USA contro l’UE e le tensioni commerciali con la Cina potrebbero modificare drasticamente i flussi:
- Più import da Cina verso l’UE = pressione sulle tariffe spot da porto a città
- Più export UE verso USA = rialzo delle tariffe contratto su tratte interne ed export
Sentiment sul trasporto merci europeo
L’indice di sentiment Ti x Upply x IRU è sceso di 5 punti, attestandosi a 8,2 nel Q2 2025. Tuttavia:
- Il 42,2% degli operatori prevede lievi aumenti
- Il 34,8% si aspetta stabilità
- Solo l’1,2% teme un forte aumento
Il mercato appare quindi cauto ma con aspettative di miglioramento nella seconda metà dell’anno.
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