Tachigrafo sui furgoni da luglio 2026: autotrasporto leggero in ritardo
Solo il 27% prevede di essere in regola entro il 2026
Il tachigrafo entrerà anche nel mondo dei furgoni dal 1° luglio 2026, ma il settore dell’autotrasporto leggero è ancora lontano dall’essere pronto.
Le nuove norme UE coinvolgeranno i mezzi da 2,5 a 3,5 tonnellate che fanno trasporto internazionale e imporranno gli stessi obblighi già previsti per i camion, dai tempi di guida alle pause obbligatorie.
I numeri raccolti da IRU fotografano un mercato ancora in ritardo: solo il 27% degli operatori dell’autotrasporto leggero ritiene di riuscire a mettersi in regola entro la scadenza. Nel frattempo, la maggior parte dei veicoli interessati non monta ancora il nuovo tachigrafo intelligente richiesto dalla normativa europea.
Il ritardo più evidente riguarda proprio il tachigrafo intelligente di seconda generazione: l’88% dei mezzi interessati non lo ha ancora installato.
Il rischio, per il settore, è quello di ritrovarsi negli ultimi mesi con troppe richieste concentrate sulle officine autorizzate, tra costi in aumento, tempi lunghi e difficoltà tecniche su parte delle flotte.
Tachigrafo sui furgoni: perché le aziende non sono pronte
Le difficoltà segnalate dalle imprese non riguardano soltanto la normativa europea, ma soprattutto gli aspetti pratici dell’adeguamento.
Tra i problemi principali emergono:
- disponibilità limitata di officine autorizzate;
- tempi lunghi per le installazioni;
- costi elevati di adeguamento;
- incompatibilità tecniche con alcune flotte esistenti.
Con quasi nove furgoni su dieci ancora non conformi, cresce il rischio di una corsa alle installazioni nei mesi immediatamente precedenti alla scadenza.
Secondo IRU, le aziende dovrebbero iniziare subito a verificare quali mezzi rientrano realmente nell’obbligo e pianificare gli interventi necessari per evitare rallentamenti operativi.
Tachigrafo: cosa cambia dal 1° luglio 2026
L’obbligo del tachigrafo sui furgoni rientra nel Pacchetto Mobilità dell’Unione Europea, che punta a rafforzare controlli, sicurezza e uniformità nel trasporto internazionale su strada.
Dal luglio 2026 i veicoli tra 2,5 e 3,5 tonnellate utilizzati oltre frontiera dovranno rispettare:
- installazione del tachigrafo intelligente di seconda generazione;
- norme UE sui tempi di guida e di riposo;
- gestione delle pause obbligatorie;
- conservazione e scarico dei dati del tachigrafo;
- eventuali adempimenti legati al distacco dei conducenti.
Anche attività internazionali occasionali potranno far scattare gli obblighi previsti dalla normativa.
Inoltre, operazioni di cabotaggio e cross-trade potrebbero richiedere ulteriori procedure amministrative attraverso il portale europeo dedicato alle dichiarazioni di distacco.
Cambia la gestione delle flotte leggere
Con le nuove regole, il trasporto leggero si avvicina sempre di più al modello organizzativo tipico del trasporto pesante.
Le aziende dovranno infatti gestire:
- carta del conducente;
- scarico periodico dei dati;
- archiviazione delle registrazioni;
- pianificazione dei turni;
- controlli su strada più frequenti.
Anche per gli autisti diventerà fondamentale conoscere il corretto utilizzo del tachigrafo e rispettare con precisione i tempi di guida e di riposo previsti dalla normativa europea.
La soglia delle 2,5 tonnellate spinge nuove strategie
L’introduzione del tachigrafo sui furgoni sta già influenzando le strategie di acquisto di molte aziende.
I veicoli omologati fino a 2,5 tonnellate restano infatti esclusi dall’obbligo, anche nel trasporto internazionale conto terzi, purché il peso effettivo e le modalità operative rispettino i limiti previsti.
Per questo motivo alcuni costruttori stanno valutando configurazioni da 2,49 tonnellate, così da restare formalmente sotto la soglia normativa.
Il vantaggio consiste nell’esclusione:
- dagli obblighi del tachigrafo;
- dalle regole sui tempi di guida;
- da parte degli adempimenti previsti dal Pacchetto Mobilità.
Il compromesso, però, riguarda la riduzione della portata utile del mezzo.
Tachigrafo: normativa europea
Parallelamente, anche altri Paesi europei stanno rafforzando i controlli sui veicoli commerciali leggeri.
Nel Regno Unito, ad esempio, aumentano le verifiche su manutenzione, sicurezza stradale e gestione dei carichi, mentre restano in vigore regole specifiche per alcuni furgoni elettrici fino a 4,25 tonnellate.
Nel complesso, il settore del trasporto leggero sta entrando in una fase di forte trasformazione normativa.
Il tempo sarà decisivo
Oggi meno di tre operatori su dieci dichiarano di essere pronti alla scadenza del luglio 2026. Nel frattempo, la grande maggioranza dei veicoli interessati deve ancora essere adeguata.
Per le imprese che operano nel trasporto internazionale, il tachigrafo sui furgoni rischia quindi di diventare una delle principali sfide operative dei prossimi mesi.
Pianificare in anticipo installazioni, formazione degli autisti e gestione della compliance potrebbe fare la differenza tra continuità operativa e rischio di fermo delle attività oltre frontiera.
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