Tachigrafo sui furgoni: costi più alti nei trasporti internazionali
Aumentano costi e vincoli nei trasporti internazionali fino all’80%
Il nuovo obbligo del tachigrafo per i furgoni oltre 2,5 tonnellate sta già producendo effetti sul trasporto internazionale europeo. I primi segnali arrivano soprattutto dalla Germania, dove gli associati BdKEP stimano aumenti strutturali dei costi compresi tra il 35% e l’80%, a seconda del tipo di missione.
Tachigrafo, nuove regole dal 1° luglio
L’obbligo è entrato in vigore il 1° luglio 2026. Riguarda i veicoli commerciali leggeri con massa massima superiore a 2,5 tonnellate impiegati nel trasporto internazionale di merci e nel cabotaggio.
Con il tachigrafo diventano applicabili anche le regole europee sui tempi di guida, le pause e i periodi di riposo.
Secondo BdKEP, nelle prime settimane dopo l’entrata in vigore si sono registrati anche aumenti dei prezzi del 100-200% e oltre, legati soprattutto alla scarsità di mezzi già adeguati. Una fase considerata temporanea, mentre l’aumento dei costi operativi viene ritenuto più duraturo.
Gli effetti nei Paesi europei
Il quadro europeo, però, non è uniforme. In Francia pesano anche le regole nazionali sul riposo dei conducenti, che in alcuni casi devono trascorrere i periodi di riposo fuori dal veicolo, con costi aggiuntivi per l’alloggio.
In Polonia, secondo i dati riportati da BdKEP, sarebbero circa 40mila i veicoli interessati dalla nuova disciplina. L’adeguamento può costare tra 3.500 e 4.700 euro per mezzo, una spesa che incide soprattutto sulle piccole imprese.
Dalla Romania arrivano invece segnali di operatori che starebbero valutando di ridurre o abbandonare il trasporto internazionale con furgoni, a causa dei maggiori costi e della minore flessibilità operativa.
Nei Paesi Bassi il nuovo regime si somma ad altri cambiamenti che interessano il trasporto stradale, mentre resta importante la distinzione tra traffico nazionale e internazionale.
In Italia mancano ancora stime sui rincari
In Italia, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha chiarito l’applicazione delle nuove regole con una circolare pubblicata ad aprile. Al momento, però, non risultano stime consolidate sugli aumenti percentuali dei costi.
Più costi e meno flessibilità
Il nodo centrale non è quindi soltanto l’installazione del tachigrafo. A pesare sono anche tempi di viaggio più lunghi, minore produttività, formazione, adempimenti amministrativi e nuove modalità di organizzazione delle missioni.
Il risultato potrebbe essere un mercato più costoso e meno flessibile, soprattutto per l’espresso internazionale. Se una parte degli operatori ridurrà l’attività oltre frontiera, nei prossimi mesi il problema potrebbe diventare anche la disponibilità di capacità. Una trasformazione che potrebbe incidere sulle tariffe applicate ai clienti e sui tempi di consegna.
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