Tachigrafo: multe ai camionisti per mancanza del segnale GNSS
Come possono difendersi camionisti e aziende di autotrasporto
Negli ultimi mesi molti camionisti hanno segnalato un aumento significativo delle sanzioni legate al tachigrafo intelligente di seconda generazione. Le multe, spesso molto elevate, vengono contestate con la dicitura “mancanza di segnale GNSS”, un’indicazione che gli organi di controllo interpretano come possibile malfunzionamento dell’apparecchio.
Tuttavia, secondo il Ministero dell’Interno e le istituzioni europee, nella maggior parte dei casi non si tratta di un guasto, ma di un’anomalia temporanea del segnale satellitare.
Tachigrafo e mancanza del segnale GNSS: la sanzione
Le segnalazioni degli operatori dell’autotrasporto riguardano verifiche al tachigrafo nelle quali gli agenti applicano l’articolo 179 del Codice della Strada, norma prevista per tachigrafi manomessi o non funzionanti.
Le sanzioni possono superare i tremila euro e includono sospensione della patente e decurtazione dei punti. Il problema, però, è che gli errori “!1C” e “!0F”, frequentemente rilevati nei tachigrafi di seconda generazione, non indicano alcun guasto.
Una circolare del Ministero dell’Interno del febbraio 2024 specifica infatti che questi codici derivano da una semplice irregolarità software o da un problema momentaneo di autenticazione del segnale satellitare.
Il tachigrafo continua a registrare correttamente i dati e rimane conforme alla normativa. Lo stesso principio è ribadito dal Regolamento UE 799/2016, che distingue chiaramente un’anomalia dalla difettosità.
Interferenze GNSS al tachigrafo in aumento
Il Consiglio dell’Unione Europea, in un documento datato 21 maggio 2025, ha evidenziato un incremento delle interferenze GNSS in varie zone del continente. Episodi di jamming e spoofing, provenienti soprattutto da Russia e Bielorussia, stanno colpendo non solo i veicoli pesanti, ma anche navi e aerei.
In questo contesto, la temporanea assenza del segnale GNSS nel tachigrafo non dipende dal conducente o dall’azienda di trasporto. Si tratta di eventi esterni che non compromettono il funzionamento del tachigrafo e che, per normativa, non possono essere equiparati a un guasto.
Come possono difendersi camionisti e aziende dell’autotrasporto
La tutela in caso di contestazione parte dalla documentazione del tachigrafo. In presenza di un’anomalia GNSS, gli esperti consigliano di scaricare immediatamente i dati del tachigrafo e registrare il codice errore. Questa prova può essere determinante in un eventuale ricorso.
Gli autisti hanno inoltre diritto a chiedere agli agenti di indicare con precisione la base normativa utilizzata per classificare l’anomalia come infrazione. Spesso emerge che l’applicazione dell’articolo 179 non è giustificata.
Un centro assistenza autorizzato per il tachigrafo può certificare che il dispositivo funzionava correttamente e che il problema riguardava solo il segnale. Tale relazione tecnica ha un peso rilevante nelle procedure di annullamento della multa.
Molte aziende stanno adottando procedure interne che prevedono la registrazione dell’ora e del luogo dell’anomalia, la segnalazione al dispatcher, la conservazione di screenshot del codice e una relazione al rientro.
In parallelo, è fondamentale formare i conducenti affinché conoscano la differenza tra guasto e anomalia. Una corretta informazione può evitare che un camionista accetti una sanzione ingiusta per presunta mancanza di trasmissione GNSS.
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