Sconto gasolio, ma non per l’autotrasporto: ecco il motivo
Trasportounito: fuel card e forniture dedicate mantengono alti i costi
Il gasolio costa meno alla pompa, ma non per tutti. Nel mondo dell’autotrasporto professionale, infatti, gli sconti applicati sulla rete tradizionale rischiano di non produrre alcun beneficio concreto per le imprese.
A denunciarlo è Trasportounito, che torna a chiedere un intervento normativo capace di affrontare una crisi di liquidità ormai diventata strutturale.
Gasolio, perché lo sconto non arriva ai camion
Secondo Giulio Stoppa, Segretario Generale di Trasportounito, le iniziative adottate da operatori come Eni per ridurre il prezzo di benzina e gasolio non si traducono automaticamente in un risparmio per chi lavora ogni giorno con i mezzi pesanti.
La ragione sta nel sistema di approvvigionamento. Le aziende di autotrasporto non acquistano carburante soltanto alle normali stazioni di servizio.
Una quota rilevante dei consumi passa attraverso forniture extrarete, cisterne aziendali, impianti privati e circuiti commerciali dedicati, dove il prezzo del gasolio viene determinato con condizioni differenti rispetto a quelle visibili sui cartelli dei distributori.
Fuel card e gasolio: lo sconto può restare sulla carta
Il problema riguarda anche fuel card, carte aziendali e sistemi di netting. In questi casi, una riduzione applicata su una parte della rete non comporta necessariamente un calo equivalente del costo effettivamente sostenuto dall’impresa.
Per un autotrasportatore, inoltre, cercare il distributore più conveniente non è sempre possibile. Code di camion in attesa di fare rifornimento sarebbero incompatibili con tempi di consegna, turni di guida e programmazione dei viaggi.
Trasportounito: servono misure sul costo reale del gasolio
Da qui nasce il paradosso denunciato dal sindacato. Le imprese continuano a sostenere extracosti elevati, mentre la committenza potrebbe considerare gli sconti alla pompa come prova di una riduzione generale dei costi, negando così il riconoscimento degli aumenti realmente pagati dall’autotrasporto.
Una situazione che, secondo il sindacato, rende urgente un meccanismo capace di riflettere davvero l’andamento dei costi sostenuti dalle imprese italiane su strada.
Per Trasportounito il punto decisivo è quindi il costo reale del gasolio sostenuto dalle aziende, non il prezzo promozionale visibile al pubblico. Stoppa ribadisce che serve una modifica normativa in grado di garantire continuità al servizio e liquidità alle imprese.
Senza un intervento efficace, avverte il sindacato, il rischio è che la pressione sui costi acceleri la chiusura di aziende già fragili, con effetti diretti sulla filiera logistica e sull’economia nazionale.
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