Sciopero camionisti e autotrasporto, strade e frontiere chiuse in Bosnia Erzegovina
Ecco le motivazioni: l’autotrasporto denuncia tasse, pedaggi, burocrazia insostenibili
Lo sciopero di camionisti e autotrasporto in Bosnia Erzegovina ha paralizzato l’intero settore dell’autotrasporto. Le strade principali e quasi tutte le frontiere del Paese sono bloccate da migliaia di tir e mezzi pesanti in sciopero.
La protesta degli autotrasportatori sta creando caos strade chiuse, traffico bloccato, fermi ai valichi di frontiera con Croazia e Serbia e ritardi pesanti nelle forniture di merci e beni essenziali.
Sciopero camionisti e autotrasporto in crisi
Il settore dell’autotrasporto bosniaco denuncia da tempo condizioni di lavoro insostenibili. Lo sciopero camionisti nasce proprio da queste difficoltà, tra cui:
- discriminazioni subite nell’Unione Europea con restrizioni sui tempi di soggiorno;
- mancato rispetto di accordi siglati con le autorità;
- arresto della digitalizzazione delle procedure;
- coordinamento insufficiente nelle ispezioni;
- tensioni bilaterali irrisolte con Croazia e Serbia;
- tassazione eccessiva che grava sull’autotrasporto;
- mancanza di sconti sui pedaggi autostradali;
- lungaggini doganali e controlli lenti alle frontiere.
Secondo il consorzio Logistika BiH, che copre il 93% del traffico merci nazionale, lo sciopero camionisti continuerà finché non arriveranno risposte concrete dal governo.
Strade e frontiere chiuse dallo sciopero camionisti
Gli effetti dello sciopero camionisti si fanno sentire in tutte le principali città: Sarajevo, Tuzla, Banja Luka, Zenica, Doboj, Travnik e Mostar. I blocchi dei tir hanno reso impraticabili strade già limitate a due corsie, mettendo in difficoltà camionisti e automobilisti.
Ai valichi di frontiera con Croazia e Serbia, la situazione per l’autotrasporto è ancora più grave. I camion in sciopero impediscono i normali controlli alla frontiera, paralizzando l’autotrasporto internazionale e ostacolando le catene di approvvigionamento. Il rischio è che i ritardi nelle forniture si trasformino in carenze di beni nei centri urbani.
Richieste degli autotrasportatori
I camionisti che partecipano allo sciopero hanno annunciato che i blocchi continueranno fino al soddisfacimento delle loro richieste. Gli autotrasportatori chiedono:
- parità di trattamento con i colleghi europei;
- riduzione della pressione fiscale che pesa sull’autotrasporto;
- modernizzazione delle procedure doganali;
- accordi bilaterali più solidi con Croazia e Serbia;
- sconti sui pedaggi per rendere competitivo il trasporto merci.
Per i camionisti, senza interventi concreti, l’autotrasporto bosniaco rischia di perdere competitività e di collassare.
Un settore strategico fermato dallo sciopero camionisti
In Bosnia Erzegovina oltre il 90% delle merci viaggia su gomma. Questo rende l’autotrasporto un settore vitale per l’economia nazionale. Lo sciopero camionisti mette in luce i problemi del sistema: mancanza di autostrade, infrastrutture arretrate, controlli lenti e rapporti tesi con i Paesi confinanti.
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