Revisione: tempi troppo lunghi, le nuove regole del MIT
Chiarimenti sulle sedute di revisione dopo i ritardi segnalati dalle imprese di autotrasporto
I ritardi nella revisione dei veicoli restano uno dei nodi aperti per il settore dei trasporti. A fare chiarezza è il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che, con una circolare datata 21 gennaio 2026, è tornato sul tema dell’organizzazione delle sedute, dopo le segnalazioni arrivate dalle imprese di autotrasporto.
Le criticità segnalate riguardano in particolare le imprese che operano prevalentemente con veicoli trainati, appartenenti alle categorie O3 e O4. Per tali operatori, l’allungamento dei tempi di revisione incide sulla disponibilità dei mezzi.
Alla base dei ritardi, secondo quanto indicato nella circolare, vi è l’entrata in vigore del nuovo sistema di organizzazione delle sedute di revisione, introdotto dal Decreto Ministeriale n. 191/2025, che ha modificato in modo sostanziale le modalità di svolgimento del servizio.
Revisione: nessun ritorno ai tempi fissi
In merito alle criticità segnalate, il Ministero chiarisce che il nuovo sistema di revisione non prevede un ritorno ai tempi fissi, né una modifica dell’impianto organizzativo introdotto dal DM n. 191/2025. Non risultano, allo stato, i presupposti per una revisione della configurazione delle sedute.
Il MIT richiama gli Uffici della Motorizzazione Civile a utilizzare le risorse disponibili ai fini dell’organizzazione del servizio, facendo ricorso in modo stabile sia agli ispettori abilitati sia agli ispettori autorizzati.
Il ricorso a ispettori di altri territori
Qualora, nonostante l’utilizzo delle risorse disponibili, non fosse possibile soddisfare integralmente la domanda di revisione, le direzioni competenti sono invitate a segnalare tempestivamente la situazione alla Direzione Generale per la motorizzazione. In tali casi potrà essere disposto il temporaneo impiego di ispettori autorizzati provenienti da altri ambiti territoriali.
Ispettori da altri territori in caso di necessità
Qualora, nonostante il ricorso alle risorse disponibili, non sia possibile soddisfare integralmente la domanda di revisione, le direzioni territoriali sono tenute a segnalarlo alla Direzione Generale per la motorizzazione. In tali casi potrà essere disposto il temporaneo impiego di ispettori autorizzati provenienti da altri ambiti territoriali.
La task force permanente per la revisione
La circolare annuncia inoltre la costituzione di una task force permanente, composta prevalentemente da esaminatori, da mettere a disposizione del territorio. La struttura avrà il compito di supportare gli Uffici della Motorizzazione Civile nell’evasione delle richieste di sedute di revisione, in particolare negli uffici che presentano carenze di personale.
Le risorse della task force potranno concorrere al soddisfacimento del fabbisogno aggiuntivo una volta completate le procedure attualmente in fase di predisposizione.
Il possibile ritorno all’ordinario
Il MIT precisa infine che, qualora dall’analisi dei report statistici mensili emerga una riduzione dei tempi di attesa, rientra nella facoltà dei dirigenti degli uffici riportare l’organizzazione del servizio a condizioni di ordinarietà, rivedendo le modalità operative adottate nella fase di maggiore pressione.
In conclusione, il Ministero chiarisce che la revisione resta regolata dal nuovo sistema introdotto nel 2025. I tempi lunghi rappresentano una criticità reale, soprattutto per le imprese di autotrasporto che utilizzano veicoli trainati, ma la risposta individuata passa attraverso una gestione più efficiente e flessibile delle risorse, senza un ritorno ai modelli organizzativi del passato.
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