Multe, stop agli aumenti: quanto pagheremo alla fine del blocco
Alla fine del blocco gli importi potrebbero crescere fino a circa il 20%
Le multe non aumenteranno nel 2026, ma l’aumento non è cancellato: con la fine del blocco previsto dal Milleproroghe, gli importi delle sanzioni potrebbero crescere anche in modo significativo, sommando l’inflazione accumulata negli ultimi anni.
Stop agli aumenti delle multe fino a dicembre 2026
Il decreto Milleproroghe ha nuovamente bloccato l’adeguamento automatico delle multe previsto dal Codice della strada. La sospensione riguarda l’intero sistema delle sanzioni amministrative e resterà in vigore fino a dicembre 2026, evitando qualsiasi aumento legato all’inflazione per tutto il prossimo anno.
La misura è la terza consecutiva. Dopo il primo stop introdotto con la legge di Bilancio 2023, il meccanismo di aggiornamento è rinviato anche nel 2024 e ora di nuovo nel 2026. Di fatto, gli importi attualmente in vigore restano quelli fissati per il biennio 2021-2022.
Perché gli aumenti non sono cancellati
Il blocco non elimina gli aumenti previsti dalla legge, ma li rimanda. L’articolo 195 del Codice della strada stabilisce infatti che le multe vengano aggiornate ogni due anni sulla base dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, il cosiddetto indice FOI calcolato dall’Istat.
Negli ultimi anni l’inflazione è cresciuta in modo sensibile. Dal 2021 a oggi l’aumento complessivo dell’indice FOI ha raggiunto circa il 17,5%. Questa percentuale non è stata applicata, ma non è andata persa: resta “congelata” e potrebbe essere recuperata quando la sospensione verrà meno.
Se alla fine del 2026 il meccanismo tornerà pienamente in funzione, all’inflazione già accumulata potrebbe aggiungersi quella maturata nel corso del 2026, portando l’aumento complessivo vicino al 20%.
Quanto potrebbero aumentare le multe alla fine del blocco
Alla scadenza dello stop, l’adeguamento colpirebbe soprattutto le sanzioni di importo medio e alto. Alcuni esempi aiutano a capire l’ordine di grandezza degli aumenti possibili:
- una multa da 42 euro (come il divieto di sosta) potrebbe salire intorno ai 49 euro;
- una sanzione da 87 euro, come l’accesso non autorizzato in ZTL, potrebbe superare i 100 euro;
- le multe per eccesso di velocità crescerebbero in modo progressivo, con aumenti più evidenti per le fasce più gravi;
- le violazioni più serie, come il superamento dei limiti oltre i 60 km/h, potrebbero arrivare a importi prossimi ai 4.000 euro.
Si tratta di stime basate sull’inflazione accumulata e non di importi definitivi, che dipenderanno dalle decisioni adottate alla fine del blocco.
Autotrasporto e costi: perché il rinvio conta
Per il settore dell’autotrasporto, lo stop agli aumenti ha un peso particolare. Camionisti e imprese di trasporto sono soggetti a controlli frequenti su limiti di velocità dei mezzi pesanti, soste operative, accessi alle ZTL merci e rispetto degli obblighi amministrativi.
Il congelamento delle multe fino al 2026 evita un aumento automatico dei costi in una fase già caratterizzata da spese elevate per carburanti, manutenzione dei mezzi, pedaggi e assicurazioni. Tuttavia, il rischio è che il rincaro venga solo rimandato, con un impatto più forte quando la sospensione terminerà.
Una misura temporanea, non definitiva
Lo stop agli aumenti delle multe nasce dall’esigenza di non aggravare ulteriormente famiglie e imprese in un contesto economico complesso. Allo stesso tempo, il rinvio continuo dell’adeguamento rende sempre più probabile un rialzo consistente in futuro.
In sintesi, nel 2026 le multe resteranno ferme, ma alla fine del blocco gli importi potrebbero crescere in modo significativo, riflettendo tutta l’inflazione accumulata negli ultimi anni. È questo il nodo che automobilisti e imprese dovranno affrontare quando la sospensione verrà meno.
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