La logistica italiana vale 120 miliardi: il trasporto merci su strada muove l’88% dei volumi
Analisi dati della Direzione Strategie Settoriali e Impatto di Cassa Depositi e Prestiti
La logistica italiana supera i 120 miliardi di euro di valore. Coinvolge oltre 72 mila imprese e circa 720 mila addetti lungo tutta la filiera. È un settore ormai strutturale per il funzionamento dell’economia e per la gestione dei flussi di merci sul territorio.
All’interno di questo sistema, il trasporto merci su strada resta la modalità prevalente. Da solo movimenta circa l’88% dei volumi interni. Un dato che descrive bene il peso dell’autotrasporto nei collegamenti quotidiani tra produzione, distribuzione e mercati.
Le dimensioni del comparto emergono dal brief della Direzione Strategie Settoriali e Impatto di Cassa Depositi e Prestiti. Il report si concentra sul peso della logistica per le imprese e per le filiere produttive.
Il ruolo della logistica nell’economia italiana
La logistica è entrata sempre di più nelle attività quotidiane delle imprese. Non riguarda solo il trasporto delle merci. C’entra anche con come si organizza la produzione, con i tempi di consegna e con la continuità delle forniture.
Per molte aziende è una parte pratica del lavoro di tutti i giorni. Incide sui costi, sulla puntualità e sulla gestione dei rapporti con clienti e fornitori.
Secondo il brief di CDP, ogni milione di euro investito nel settore attiva circa 2,1 milioni di euro di produzione aggiuntiva lungo la filiera. Un dato che fa capire quanto la logistica sia collegata alla crescita e alla competitività del sistema produttivo.
Trasporto su strada protagonista della logistica nazionale
All’interno della logistica italiana, il trasporto su gomma continua a rappresentare la componente dominante, movimentando circa l’88% dei volumi interni. Un dato che racconta la struttura stessa del sistema logistico nazionale, fortemente basato sulla capillarità dell’autotrasporto.
La flessibilità del trasporto merci su strada consente di collegare in modo rapido distretti produttivi, hub logistici e mercati di consumo, garantendo continuità operativa soprattutto nelle fasi di distribuzione e nell’ultimo miglio. Il peso dell’88% conferma quindi il ruolo centrale del comparto nel funzionamento quotidiano dell’economia reale.
Allo stesso tempo, questa forte dipendenza dalla modalità stradale evidenzia anche una delle principali caratteristiche strutturali della logistica italiana, con implicazioni rilevanti sul fronte dell’efficienza e della sostenibilità.
Le criticità strutturali della logistica italiana
Nonostante le dimensioni rilevanti — la filiera della logistica italiana è la terza in Europa dopo Germania e Francia — il settore presenta una forte frammentazione. Accanto a grandi operatori integrati, coesiste una vasta presenza di micro e piccole imprese, spesso concentrate proprio nel trasporto stradale e con limitata capacità di investimento in innovazione.
Un’altra debolezza riguarda lo sviluppo ancora parziale dell’intermodalità. Il trasporto ferroviario merci fatica a crescere a causa di costi elevati e della mancanza di collegamenti efficienti nei tratti di penultimo e ultimo miglio, elementi che incidono sulla competitività complessiva della logistica.
Digitalizzazione, e-commerce e sostenibilità: le nuove sfide della logistica
Il settore sta cambiando e con lui anche le priorità. La digitalizzazione delle supply chain e l’uso di tecnologie più avanzate servono soprattutto a gestire meglio i flussi di merci, accorciare i tempi di consegna e rendere i servizi più efficienti.
Anche la crescita dell’e-commerce ha reso centrale il tema dell’ultimo miglio. Gli operatori stanno adattando i modelli di distribuzione, puntando su consegne più rapide e flessibili. Allo stesso tempo, aumenta l’attenzione alla sostenibilità ambientale, anche per via degli obblighi legati alla rendicontazione ESG.
Nuovi scenari globali e opportunità per la logistica italiana
La riorganizzazione delle catene del valore e la tendenza a riportare parte degli scambi su base regionale stanno cambiando gli equilibri della logistica a livello internazionale. La ricerca di filiere più solide e più vicine ai mercati di consumo può aprire spazi anche per l’Italia, anche grazie alla sua posizione nel Mediterraneo.
In questo quadro diventano centrali gli investimenti nelle infrastrutture, il rafforzamento dei corridoi transeuropei e una maggiore integrazione tra trasporto stradale, ferroviario e portuale. Sono elementi che possono contribuire a rendere il sistema logistico più competitivo e attrattivo.
Il dato dell’88% conferma comunque che il trasporto su strada resta oggi il principale punto di riferimento per la logistica nazionale. Nei prossimi anni la sfida sarà farlo evolvere, puntando su innovazione, sostenibilità e maggiore integrazione con le altre modalità di trasporto.
Leggi anche: Lavoro: cresce l’offerta per trasporto merci e logistica, mancano autisti
