Legge di Bilancio, accise autotrasporto: cancellato il divieto di compensazione
Tutelata la liquidità delle imprese del settore
Nella Legge di Bilancio 2026 è stato cancellato il divieto di compensazione delle accise per l’autotrasporto, una misura che avrebbe inciso in modo significativo sulla liquidità delle imprese del settore e sull’equilibrio finanziario di camionisti e aziende di mezzi pesanti.
Accise autotrasporto, cosa cambia con la Legge di Bilancio 2026
Il testo della manovra, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, ha eliminato la disposizione che avrebbe limitato la compensazione dei crediti d’imposta.
In concreto, resta possibile utilizzare il rimborso delle accise sul gasolio in compensazione con i contributi previdenziali e assistenziali a carico dei datori di lavoro. Una possibilità che continua quindi a garantire ossigeno finanziario alle imprese dell’autotrasporto.
L’eliminazione del divieto evita infatti un inasprimento delle regole che avrebbe prodotto effetti immediati sulla gestione della liquidità, soprattutto per le realtà artigiane e per le aziende di dimensioni più contenute, già esposte a margini operativi ridotti.
Divieto di compensazione accise e rischio liquidità per l’autotrasporto
Se il divieto fosse rimasto, per l’autotrasporto si sarebbe aperto un problema di liquidità di dimensioni rilevanti, con circa 1,8 miliardi di euro che non avrebbero potuto essere utilizzati in compensazione.
Le conseguenze più pesanti si sarebbero scaricate soprattutto sulle imprese artigiane del trasporto. Per molte aziende l’effetto avrebbe significato dover anticipare, ogni anno, circa 56.000 euro di risorse aggiuntive, con un impatto diretto sulla tenuta finanziaria.
Il ruolo di CNA Fita nella cancellazione del divieto
La cancellazione del divieto di compensazione delle accise autotrasporto è il risultato dell’azione portata avanti da CNA Fita, che nel corso dell’esame parlamentare della manovra ha promosso una costante attività di sensibilizzazione politica.
L’intervento dell’associazione ha permesso di evidenziare come una previsione antifrode mal calibrata avrebbe colpito indiscriminatamente anche le imprese regolari dell’autotrasporto, senza distinguere tra comportamenti leciti e irregolari.
Le dichiarazioni di Michele Santoni sul risultato ottenuto
Il presidente nazionale Michele Santoni ha definito l’esito della vicenda una vittoria frutto della determinazione dell’associazione. Secondo Santoni, la cancellazione del divieto ha evitato che una norma pensata per contrastare abusi fiscali producesse effetti distorsivi sul sistema dei trasporti, penalizzando le imprese oneste.
Il mantenimento della compensazione delle accise sul gasolio consente infatti alle aziende di autotrasporto di continuare a operare con maggiore stabilità, programmando investimenti e sostenendo l’occupazione.
Accise e autotrasporto, un passaggio chiave per il settore
La scelta inserita nella Legge di Bilancio 2026 rappresenta un passaggio rilevante per l’intero comparto. Il mantenimento della compensazione delle accise tutela la continuità operativa delle imprese di autotrasporto e contribuisce a preservare l’equilibrio della filiera logistica.
CNA Fita ha infine ringraziato tutte le forze politiche che hanno compreso le ragioni degli operatori dell’autotrasporto. La cancellazione del divieto di compensazione delle accise si conferma così una decisione centrale per camionisti, imprese di autotrasporto e per la stabilità economica del settore nel suo complesso.
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