Iveco: il Governo approva la vendita a Tata
Imposte condizioni con il golden power per tutelare la Defence Business Unit
Il Governo italiano ha approvato la vendita di Iveco al gruppo Tata Motors, esercitando i poteri speciali del golden power per salvaguardare gli interessi strategici nazionali.
Il provvedimento è contenuto in un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, datato 28 ottobre 2025. Comunicazione ufficiale alla Camera dei Deputati durante la seduta n. 560 del 5 novembre.
Il testo integrale del documento è consultabile sul sito ufficiale della Camera: Allegato A – Seduta n. 560 (5 novembre 2025).
il Decreto del Governo su Iveco
Il decreto rientra nel quadro normativo previsto dal decreto-legge n. 21 del 2012, che consente all’Esecutivo di intervenire in caso di operazioni riguardanti asset di rilevanza strategica nei settori della difesa, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni.
In questo caso, l’intervento è attivato in seguito all’offerta pubblica di acquisto (OPA) lanciata da Tata Motors Ltd. L’offerta serve ad acquisire la totalità delle azioni di Iveco Group N.V., società che mantiene una forte presenza industriale in Italia.
Il Governo ha esercitato i propri poteri speciali per imporre condizioni e prescrizioni volte a tutelare l’autonomia tecnologica e produttiva nazionale. Questo garantisce che le competenze sviluppate nel Paese non vengano trasferite all’estero.
L’OPA di Tata Motors e la tutela della divisione Difesa
Secondo quanto riportato nel documento trasmesso al Parlamento, l’acquisizione da parte di Tata Motors esclude esplicitamente la Defence Business Unit di Iveco, considerata un settore strategico per la sicurezza nazionale.
Questa clausola rappresenta un punto centrale del provvedimento: lo Stato italiano mantiene così il controllo sugli asset collegati alla produzione di veicoli militari e alle tecnologie sensibili impiegate nel comparto difesa.
L’uso del golden power ha quindi una duplice finalità: favorire l’apertura del mercato agli investimenti esteri, ma al tempo stesso preservare il patrimonio industriale e occupazionale del gruppo Iveco sul territorio nazionale.
Le condizioni imposte e i prossimi passaggi
Tra le prescrizioni previste nel decreto figurano il mantenimento della sede operativa in Italia, la protezione dei brevetti, la continuità produttiva e l’impegno a salvaguardare i livelli occupazionali nei principali stabilimenti Iveco.
Le misure sono trasmesse alla IV Commissione (Difesa) e alla X Commissione (Attività produttive) per l’esame e il monitoraggio.
Il controllo parlamentare consentirà di verificare che l’operazione Tata Motors Iveco si sviluppi nel rispetto delle condizioni fissate dal Governo e senza effetti negativi sul tessuto industriale italiano.
L’attenzione resta alta anche sul ruolo che Iveco continuerà a svolgere nella transizione tecnologica verso veicoli a basse emissioni. Si tratta di un comparto considerato essenziale per la competitività del Paese.
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