Guerra, decreti a confronto: impatto su autotrasporto, accise e credito d’imposta gasolio
Un’analisi dettagliata di cosa cambia davvero per l’autotrasporto
Per l’autotrasporto, le tensioni internazionali continuano a farsi sentire anche sui prezzi dell’energia. E quando si muove il prezzo del gasolio, l’impatto sui costi è immediato.
In questo quadro si inserisce il Decreto-Legge 18 marzo 2026, n. 33. Un intervento che agisce su accise e credito d’imposta e che incide direttamente sull’operatività delle imprese.
Tuttavia, rispetto agli interventi straordinari adottati nel 2022, le misure attuali appaiono meno incisive. Sia sul fronte della riduzione del carico fiscale, sia in termini di sostegno economico diretto.
Il confronto tra i diversi provvedimenti normativi evidenzia un cambio di approccio. Un cambio che rischia di avere ripercussioni sulla sostenibilità economica del comparto.
Vediamo quindi quali sono gli effetti concreti per l’autotrasporto. In particolare, in relazione alle accise sul gasolio e al credito d’imposta, mettendo a confronto il nuovo decreto con le misure adottate in passato.
Autotrasporto e Decreto-Legge 33/2026: le nuove misure sui carburanti
Alle attuali speculazioni il Governo risponde con il Decreto-Legge 18 marzo 2026, n. 33 — “Disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi alle crisi dei mercati internazionali”. Per l’autotrasporto sono rilevanti l’Art. 2 e l’Art. 3.
Autotrasporto e accise sul gasolio: cosa cambia con l’Art. 2
L’Art. 2 porta l’accise ordinaria per gasolio da autotrazione ad euro 472,90, sterilizzando di fatto il beneficio (fino al 18 marzo 2026 il recupero è di circa 27 cent/litro – oggi circa 7 cent/litro).
Autotrasporto e credito d’imposta 2026: le novità dell’Art. 3
L’Art. 3 introduce, invece, un nuovo credito d’imposta calcolato sulla maggiore spesa per gasolio nel periodo marzo–maggio rispetto a febbraio (i valori da prendere a riferimento sono quelli pubblicati mensilmente dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica), con uno stanziamento complessivo di appena 100 milioni di euro per il 2026.
Confronto con il 2022: un credito d’imposta meno incisivo
Ricordiamo che nell’anno 2022 il D.L. 50/2022 introduce un credito d’imposta pari al 28% della spesa sostenuta nel primo trimestre, dalle imprese di autotrasporto, con uno stanziamento complessivo di euro 496 milioni.
Va da sé che l’ultimo provvedimento è molto meno incisivo rispetto al passato: viene calcolato sulla differenza del costo e non sulla spesa totale, con uno stanziamento pari ad 1/5 di quello previsto dalla misura del credito d’imposta del 28%.
Attesa per il decreto attuativo e percentuali di credito
Il 18 aprile dovrebbero spirare i termini per i quali, a mente del comma 3 dell’art. 3 del D.L. 33/2026, il Ministero dei Trasporti di concerto con il MEF e il MASE specifichi con apposito decreto i criteri, le modalità e le procedure di concessione del contributo; ma se nulla cambia, la percentuale di credito da riconoscere alle imprese di autotrasporto, sarà ben lontana da quella a cui eravamo abituati con il decreto del 2022.
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