Gasolio, prezzi record in Europa: perché la crisi può peggiorare
Ecco perché i rincari potrebbero continuare
Emergenza gasolio in Europa. A settembre 2026 i prezzi alla pompa hanno superato i record dell’anno, spinti non solo dal costo del petrolio, ma soprattutto da raffinerie sotto pressione, scorte ridotte e difficoltà nei flussi internazionali.
È quanto emerge dall’ultimo aggiornamento dell’IRU, l’International Road Transport Union, pubblicato il 18 settembre.
Gasolio, prezzi record nell’Unione Europea
Secondo l’IRU, nell’Unione Europea il prezzo medio ponderato del gasolio ha raggiunto 2,26 euro al litro il 17 settembre, con un aumento del 38% rispetto al 27 febbraio. Un livello superiore ai massimi registrati in primavera, nonostante il Brent resti sotto il picco di circa 125 dollari al barile toccato ad aprile.
Il problema principale è a valle. Le raffinerie europee e statunitensi lavorano già a ritmi molto elevati, mentre manutenzioni programmate, danni agli impianti russi e difficoltà logistiche in Medio Oriente stanno riducendo la quantità di gasolio disponibile sul mercato.
Scorte basse e raffinerie sotto pressione
L’IRU segnala una tensione crescente anche negli Stati Uniti, dove le scorte di distillati restano molto inferiori alla media degli ultimi cinque anni. Intanto l’Europa dipende sempre più dalle importazioni americane, dopo il forte calo dei flussi dal Medio Oriente e la riduzione delle esportazioni russe.
Sul fronte dei prezzi, le differenze tra Paesi sono marcate. Danimarca e Paesi Bassi viaggiano intorno a 2,62 euro al litro, mentre la Germania ha raggiunto 2,50 euro. Più contenuti i valori in Croazia e Spagna grazie a misure fiscali ancora in vigore.
Gasolio, cosa può succedere nelle prossime settimane
Il rischio ora è legato anche alla progressiva riduzione degli aiuti pubblici. Secondo l’analisi IRU, diversi governi europei stanno facendo scadere o riducendo le misure di sostegno, aumentando l’esposizione di famiglie e imprese ai nuovi rincari.
Con l’arrivo della stagione fredda, la domanda di distillati è destinata a crescere, mentre l’offerta globale non mostra segnali di rapido miglioramento. Per autotrasportatori, aziende e consumatori, il gasolio potrebbe quindi restare uno dei principali fattori di pressione economica dell’autunno 2026.
Se tensioni geopolitiche, scarsità di scorte e problemi di raffinazione dovessero proseguire, il rischio non sarebbe soltanto un nuovo record alla pompa, ma una fase prolungata di prezzi elevati e instabili in tutta Europa con effetti diretti sui costi dei trasporti.
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