Gasolio: credito d’imposta autotrasporto nel Decreto Carburanti
Come funziona, a chi spetta e calcolo della maggiore spesa nel 2026
Il credito d’imposta sul gasolio per l’autotrasporto è una misura prevista dal decreto legge 18 marzo 2026, n. 33. Serve a contrastare l’aumento dei costi del carburante nel settore.
Si tratta di un intervento straordinario. È stato costruito per compensare la maggiore spesa sostenuta dalle imprese per il gasolio utilizzato come carburante.
Come funziona il credito d’imposta sul gasolio per l’autotrasporto
Il credito d’imposta si basa su un meccanismo variabile, legato all’effettivo incremento dei prezzi. Non è prevista una percentuale fissa. Il calcolo avviene sulla base della differenza dei costi sostenuti.
In particolare, il credito è determinato sulla maggiore spesa sostenuta nei mesi di marzo, aprile e maggio 2026. Il confronto è effettuato rispetto ai prezzi rilevati nel mese di febbraio 2026. Tali prezzi sono individuati dal Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica.
In questo modo, la misura segue direttamente l’andamento del prezzo del gasolio nel settore dell’autotrasporto.
Soggetti beneficiari
Possono accedere al beneficio le imprese:
- con sede legale o stabile organizzazione in Italia;
- che esercitano attività di autotrasporto secondo quanto previsto dalla normativa sulle accise.
Il credito d’imposta sul gasolio è quindi destinato a un comparto particolarmente esposto alle variazioni del costo del carburante.
Ambito oggettivo: solo gasolio
La misura riguarda esclusivamente il gasolio utilizzato come carburante. Il credito d’imposta è infatti collegato all’aumento del prezzo del gasolio e alla maggiore spesa sostenuta per il suo acquisto, escludendo altri prodotti energetici.
Limite di spesa
Il beneficio è riconosciuto entro un limite massimo complessivo di 100 milioni di euro per l’anno 2026. Questo tetto rappresenta il vincolo finanziario complessivo della misura.
Modalità di utilizzo
Il credito d’imposta è utilizzabile:
esclusivamente in compensazione tramite modello F24, ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241;
entro il 31 dicembre 2026.
Non si applicano i limiti ordinari alla compensazione previsti dalla normativa vigente, consentendo un utilizzo pieno del beneficio.
Regime fiscale e cumulabilità
Il credito:
- non concorre alla formazione del reddito d’impresa;
- non concorre alla base imponibile IRAP;
- non rileva ai fini dei limiti previsti dal TUIR.
È inoltre cumulabile con altre agevolazioni relative agli stessi costi, a condizione che non venga superata la spesa sostenuta.
Decreto attuativo e aiuti di Stato
Le modalità operative saranno definite con un decreto del MIT. Sarà adottato entro 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto legge. Il provvedimento sarà emanato di concerto con il MEF e con il MASE. Il provvedimento disciplinerà i criteri di accesso e le modalità di richiesta. Nonché la documentazione e i controlli.
Aggiornamento del costo del gasolio
Il decreto prevede inoltre che, fino al 30 giugno 2026, l’aggiornamento del costo del gasolio avvenga con cadenza mensile. L’aggiornamento è quindi previsto su base mensile fino a tale data.
Questo aggiornamento consente di monitorare l’andamento dei prezzi. È un elemento rilevante anche per l’applicazione del credito d’imposta nel settore dell’autotrasporto.
Effetti per il settore autotrasporto
Il credito d’imposta gasolio autotrasporto rappresenta un intervento temporaneo ma mirato, costruito per sostenere le imprese in una fase di forte aumento dei costi energetici.
Il collegamento diretto tra beneficio e prezzo del gasolio consente di offrire un sostegno proporzionato, contribuendo a contenere l’impatto delle variazioni dei costi operativi nel settore.
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