Credito d’imposta autotrasporto: aumentano i fondi disponibili
Fino al 5 settembre resta il taglio delle accise sul gasolio
Sale a 386,2 milioni di euro lo stanziamento destinato al credito d’imposta per l’autotrasporto. Il Governo interviene ancora sul caro gasolio e proroga anche la riduzione delle accise fino al 5 settembre 2026.
Il Governo mette altri fondi sul credito d’imposta per l’autotrasporto. Con il decreto del 26 agosto sale da 364,1 a 386,2 milioni di euro.
L’incremento è pari a 22,1 milioni. Serve a rafforzare una misura già prevista nelle scorse settimane per sostenere le aziende del trasporto merci su strada. Un intervento che arriva mentre il costo del carburante continua a pesare in modo significativo sui bilanci delle imprese.
Più fondi per l’autotrasporto
Il credito d’imposta è destinato alle imprese che rientrano nella platea prevista per il gasolio commerciale e ha l’obiettivo di attenuare l’aumento dei costi sostenuti per il carburante.
Per l’autotrasporto, il tema resta centrale. Il gasolio rappresenta infatti una delle principali voci di spesa per chi opera ogni giorno su strada e anche variazioni limitate dei prezzi possono avere effetti rilevanti, soprattutto sulle tratte più lunghe.
Con il nuovo decreto, il Governo aumenta quindi la disponibilità finanziaria della misura, portandola a 386,2 milioni di euro complessivi.
Prorogato anche il taglio delle accise
Il provvedimento interviene anche sul fronte delle accise. Fino al 5 settembre 2026 resta in vigore la riduzione temporanea dell’aliquota sul gasolio utilizzato come carburante, fissata a 532,90 euro per mille litri.
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La stessa aliquota viene applicata, alle condizioni previste, anche ai gasoli paraffinici ottenuti da sintesi o idrotrattamento, compreso l’HVO, e al biodiesel.
Si tratta quindi di un doppio intervento: da una parte vengono aumentati i fondi per il credito d’imposta destinato all’autotrasporto, dall’altra viene mantenuta ancora per alcuni giorni la riduzione dell’accisa sul gasolio.
L’obiettivo resta quello di contenere l’impatto dei rincari energetici su un settore particolarmente esposto alle oscillazioni del prezzo del carburante. Resta ora da capire se, in caso di nuovi aumenti, il Governo deciderà di prorogare ancora le misure o di intervenire con ulteriori risorse.
