Confcommercio, Uggè: ridiamo un giusto ruolo ai trasporti
“Se non si restituisce dignità propria ai trasporti e alle loro specifiche priorità, non si riuscirà a sviluppare un equilibrato sistema della logistica e della mobilità”. Lo ha sottolineato Uggè, vicepresidente di Confcommercio, intervenendo al convegno dell’associazione che ha presentato la ricerca “Trasporti al passo, economia ferma.”
“Noi siamo pronti a schierarci a fianco del ministro Lupi per una battaglia giusta – ha continuato Uggè –, che punti a recuperare il valore strategico e politico che compete al dicastero dei Trasporti.” Uggè ha precisato che occorre una strategia chiara e definita per la mobilità complessiva del paese e che le infrastrutture vanno realizzate in base alle scelte di politica dei trasporti. Il vicepresidente di Confcommercio ha chiesto anche controlli mirati sui mezzi pesanti da affidare all’Albo degli autotrasportatori ed ha evidenziato la necessità di mantenere i costi minimi di sicurezza, di investire nella formazione e di rafforzare il rapporto con le ferrovie e con il mare, e la possibile integrazione da incentivare attraverso una politica dei trasporti adeguata.
Durante il convegno sono stati illustrati alcuni dati sul settore. La mancata adozione di misure in materia di trasporti e logistica, ad esempio, sono costate all’Italia 24 miliardi di Pil in 12 anni. Un altro dato che emerge riguarda la contrazione del 2,5% del numero di imprese attive in questo settore dal 2010 al 2012, pari ad oltre 4 mila unità.
Secondo la ricerca questi dati sono “frutto della politica del non fare. Se il nostro Paese avesse messo in campo, nel periodo 2001-2012, politiche di miglioramento dell’accessibilità di individui e merci tali da allinearlo ai livelli tedeschi, l’incremento del Pil sarebbe stato pari a 120 miliardi di euro”.
Un altro tema riguarda le riforme del settore che – si legge nello studio – ancora mancano all’appello, a tutto svantaggio della competitività del sistema nazionale dei trasporti e della logistica. Il riferimento è alle norme sugli assetti portuali (tempi di attesa 19 anni), sugli interporti (23 anni), sul trasporto pubblico locale (16 anni), sui servizi di noleggio auto con conducente (21 anni), sui piani urbani della mobilità e della legge quadro sosta e parcheggi (13 anni e 24 anni).
Confcommercio propone un piano nazionale dei trasporti che “contribuisca ad arrestare il declino economico del Paese, partendo dal Piano nazionale della logistica, approvato dal Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica)”. Il piano “dovrebbe poter contare – si legge nello studio – presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, su una struttura di coordinamento vincolante delle scelte impattanti sul settore (Infrastrutture, Trasporti, Energia, Sicurezza, Ambiente): una Consulta Generale per l’Autotrasporto e la Logistica, inopinatamente abrogata per effetto del decreto legge sulla spending review, riattivata, e significativamente potenziata”.
Le altre ricette suggerite da Confcommercio riguardano: lo sviluppo dell’integrazione e della comodalità, ovvero l’impiego cooperativo delle diverse modalità di trasporto; la riforma della legge sui porti; il completamento dell’apertura alla concorrenza del trasporto ferroviario; il sostegno della competitività dell’autotrasporto nazionale; la mobilità urbana mediante un patto nazionale e il rilancio del trasporto pubblico locale; la riforma del servizio di noleggio auto con conducente; il rilancio del mercato automotive e della componentistica.
