CCNL trasporti e logistica, costo medio orario del lavoro aggiornato dal Ministero
Ecco le tabelle ufficiali del Decreto Direttoriale n. 135 del 19 dicembre 2025
Il Ministero del Lavoro ha determinato il costo medio orario del lavoro sulla base del CCNL trasporti e logistica, secondo le tabelle ufficiali valide dal 2025 al 2027.
Con il Decreto Direttoriale n. 135 del 19 dicembre 2025, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato i valori ufficiali del costo del lavoro per il personale dipendente delle imprese private operanti nei settori della logistica, del trasporto merci e della spedizione.
Il provvedimento individua il costo medio orario del lavoro con decorrenza gennaio 2025, gennaio 2026, gennaio 2027 e giugno 2027, in applicazione dell’articolo 41, comma 13, del Codice dei contratti pubblici.
La norma prevede che il costo del lavoro sia determinato annualmente dal Ministero, sulla base dei contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative.
CCNL trasporti e logistica e costo del lavoro aggiornato
Il CCNL trasporti e logistica costituisce la base contrattuale di riferimento utilizzata dal Ministero del Lavoro per la determinazione del costo del lavoro nel settore.
Le tabelle ministeriali non introducono nuovi oneri, ma rendono ufficiale, pubblico e verificabile il costo complessivo del personale, calcolato secondo criteri omogenei e validi su tutto il territorio nazionale.
Il decreto chiarisce che il costo medio orario del lavoro tiene conto degli elementi retributivi previsti dal contratto collettivo, degli oneri aggiuntivi e contributivi e delle voci accessorie obbligatorie.
In questo modo viene fornita una base oggettiva per valutare la sostenibilità economica delle offerte nei servizi di trasporto e logistica.
Tabelle ufficiali costo medio orario nel CCNL trasporti e logistica
Le tabelle allegate al Decreto Direttoriale n. 135/2025 rappresentano il cuore operativo del provvedimento. Per il CCNL trasporti e logistica, il costo medio orario del lavoro è determinato considerando:
- la retribuzione base e gli scatti di anzianità;
- le mensilità aggiuntive, come tredicesima e quattordicesima;
- gli oneri previdenziali e assistenziali, inclusi INPS e INAIL;
- gli oneri vari, tra cui TFR, bilateralità, assistenza sanitaria, previdenza complementare e dotazioni obbligatorie.
Il decreto specifica inoltre che il divisore contrattuale utilizzato è pari a 168 ore mensili, con un dettaglio puntuale delle ore annue teoriche, delle ore non lavorate e delle ore mediamente lavorate. Questo elemento è essenziale per garantire uniformità, trasparenza e confrontabilità dei dati.
Chi rientra nel CCNL trasporti e logistica
Un elemento centrale del provvedimento è l’ampiezza delle figure professionali considerate. Il CCNL trasporti e logistica, come recepito nelle tabelle ministeriali, copre l’intera organizzazione del settore.
Il costo medio orario del lavoro è determinato per:
- personale non viaggiante, inclusi operai, impiegati e addetti di magazzino;
- personale viaggiante senza discontinuità;
- personale viaggiante discontinuo, nei trasporti nazionali e internazionali;
- driver e riders, con specifiche voci di costo.
Questa articolazione consente di superare una visione parziale del costo del lavoro e restituisce una rappresentazione completa della filiera, dalla logistica di magazzino fino alla guida dei mezzi.
CCNL trasporti e logistica e appalti di trasporto
Il CCNL trasporti e logistica, quale base contrattuale utilizzata dal Ministero per il calcolo del costo del lavoro, assume un ruolo decisivo anche nella valutazione degli appalti.
Le tabelle ministeriali rendono infatti non più contestabile un principio chiave: al di sotto di determinati livelli di prezzo il lavoro non può essere regolare.
Per la committenza pubblica e privata, per l’industria e per la grande distribuzione, il costo medio orario del lavoro diventa quindi un parametro essenziale per verificare la sostenibilità delle offerte e individuare ribassi incompatibili con il rispetto del contratto collettivo e della normativa contributiva.
In questo senso, il decreto contribuisce a contrastare il dumping contrattuale e salariale, tutelando le imprese che operano correttamente e riducendo le distorsioni concorrenziali nel mercato dei servizi di trasporto e logistica.
Perché il CCNL trasporti e logistica è un riferimento di legalità
La disponibilità di dati ufficiali sul costo del lavoro consente una lettura più corretta delle criticità strutturali del settore. Fenomeni come la carenza di personale qualificato, l’elevato turnover e la pressione sui margini non possono più essere analizzati prescindendo dal costo reale del lavoro.
Con il CCNL trasporti e logistica utilizzato come base di calcolo e con le tabelle ministeriali, emergono in modo più chiaro le responsabilità dell’intera filiera, comprese le politiche di acquisto fondate su prezzi non sostenibili.
Un tassello di una strategia più ampia sulla legalità
Secondo FIAP, che da tempo sostiene la necessità di strumenti di questo tipo, il decreto si inserisce in un percorso coerente di rafforzamento della legalità nel settore. Un percorso che comprende anche altri strumenti orientati alla trasparenza e alla responsabilità della filiera del trasporto e della logistica.
La pubblicazione delle tabelle del costo del lavoro rafforza un sistema che rende sempre meno credibile la giustificazione del “non sapevo” e favorisce scelte consapevoli da parte di chi affida servizi di trasporto e logistica.
Un riferimento chiaro per il mercato
Il Decreto Direttoriale n. 135/2025 rende il CCNL trasporti e logistica il riferimento contrattuale ufficiale su cui si basano le tabelle del costo medio orario del lavoro determinate dal Ministero. La definizione di questi valori rappresenta un passo concreto verso maggiore trasparenza, legalità e concorrenza leale in un settore strategico per l’economia.
Il riferimento normativo è il Decreto Direttoriale n. 135 del 19 dicembre 2025, pubblicato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
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