Caro gasolio: il piano anti-crisi dell’IRU per il trasporto su strada
Accise ridotte, riserve strategiche e aiuti alle imprese contro le crisi energetiche
Gasolio più caro e imprese sempre più esposte alle oscillazioni del mercato energetico. Per l’IRU è arrivato il momento di definire regole precise. Serviranno ad intervenire quando il costo dei carburanti registra aumenti improvvisi.
La proposta è stata approvata il 29 maggio dall’assemblea generale IRU. Il documento individua una soglia oltre la quale i governi dovrebbero attivare misure straordinarie: un aumento del prezzo del carburante superiore al 10% nell’arco di una settimana oppure una volatilità giornaliera oltre la stessa percentuale.
L’IRU parte da una considerazione semplice. Nel trasporto stradale la maggior parte delle aziende opera con margini ridotti e dispone di poco spazio per assorbire rincari improvvisi. Quando il prezzo del gasolio sale rapidamente, la pressione sui conti delle imprese diventa immediata, soprattutto per le realtà di dimensioni più piccole.
Quando dovrebbe scattare l’intervento
L’organizzazione propone di individuare una soglia precisa oltre la quale attivare misure straordinarie. Nel documento si parla di un aumento del prezzo del carburante superiore al 10% nell’arco di una settimana oppure di oscillazioni giornaliere oltre la stessa percentuale.
In presenza di questi segnali, i governi dovrebbero adottare una serie di interventi già definiti, evitando decisioni prese in emergenza quando la crisi è ormai in corso.
Accise e riserve strategiche al centro delle richieste
Tra le misure indicate dall’IRU figura la riduzione temporanea delle accise applicate ai carburanti utilizzati dal trasporto commerciale. Una richiesta che il settore avanza ciclicamente ogni volta che il prezzo del gasolio registra aumenti significativi.
L’associazione propone inoltre di utilizzare le riserve strategiche di petrolio per garantire la disponibilità di prodotti raffinati destinati alle principali direttrici del trasporto merci.
L’obiettivo dichiarato è limitare gli effetti della volatilità dei mercati e assicurare continuità alle attività logistiche considerate essenziali.
Aiuti alle imprese se la crisi si prolunga
Se le tensioni energetiche dovessero protrarsi nel tempo, il piano prevede ulteriori strumenti di sostegno.
Tra questi figurano aiuti pubblici temporanei, finanziamenti agevolati e misure dedicate alla gestione di eventuali carenze di carburante. L’IRU chiede inoltre che vengano predisposti piani operativi per garantire l’approvvigionamento delle attività considerate strategiche.
Per le imprese di autotrasporto il problema non riguarda soltanto il costo del gasolio. A preoccupare è anche la difficoltà di trasferire rapidamente gli aumenti ai clienti, soprattutto nei contratti che non prevedono adeguamenti automatici dei corrispettivi.
Gasolio, una voce di costo che pesa sui bilanci
Negli ultimi anni il carburante ha confermato il proprio peso nella struttura dei costi delle aziende di trasporto. Per molte imprese una variazione di pochi centesimi al litro può tradursi in un incremento rilevante delle spese operative su base mensile.
Da qui la richiesta dell’IRU di introdurre strumenti permanenti di adeguamento ai prezzi dell’energia e sistemi di monitoraggio in grado di individuare tempestivamente situazioni di rischio.
La risoluzione approvata a Ginevra non impone obblighi ai governi, ma indica una linea d’azione che l’organizzazione ritiene necessaria per evitare che future impennate del prezzo del gasolio mettano in difficoltà il trasporto su strada e le catene di approvvigionamento da cui dipende gran parte dell’economia.
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