Caro gasolio, camion a rischio stop: le richieste di ASSOTIR
Quattro richieste al Governo per sostenere il settore
Il caro gasolio torna a preoccupare il mondo dell’autotrasporto. ASSOTIR ha presentato al Governo quattro richieste per sostenere le imprese del settore, alle prese con costi sempre più difficili da assorbire e con il rischio di conseguenze sull’intera filiera logistica nazionale.
Gasolio, costi in forte aumento per le imprese
Secondo ASSOTIR, il prezzo del gasolio è aumentato di oltre 60 centesimi dall’inizio di marzo. Un rincaro che pesa direttamente sui bilanci delle aziende, soprattutto perché le tariffe di trasporto, nella maggior parte dei casi, non sarebbero state adeguate in misura sufficiente.
Prima dell’emergenza, il gasolio rappresentava circa il 27% dei costi aziendali. Oggi sarebbe tra il 35% e il 40%. La possibile eliminazione dello sconto sulle accise potrebbe rendere il quadro ancora più pesante.
ASSOTIR sottolinea inoltre che molti aumenti dei prezzi dei beni sono stati attribuiti ai maggiori costi di trasporto, mentre i vettori non avrebbero beneficiato di adeguamenti proporzionati delle tariffe.
Le quattro richieste di ASSOTIR al Governo
La prima proposta riguarda l’aggiornamento dei valori minimi di riferimento dei costi di esercizio. Secondo ASSOTIR, i parametri attuali non riflettono più la situazione reale e non permettono alle imprese di avere una base aggiornata per negoziare le tariffe.
La seconda richiesta è l’applicazione della clausola di adeguamento automatico legata al prezzo del gasolio, già prevista dalla normativa a tutela dei trasportatori.
Il terzo punto riguarda l’istituzione immediata della Consulta dell’Autotrasporto, ritenuta necessaria per aprire un confronto con la committenza e distribuire in modo più equilibrato il peso della crisi.
Infine, ASSOTIR propone una tassa sugli extra-profitti delle compagnie energetiche, destinando nuove risorse alle imprese maggiormente colpite dai rincari.
Nessuno sciopero, ma resta il rischio di fermo
Sul fronte delle proteste, ASSOTIR esclude per ora uno sciopero. La presidente Anna Vita Manigrasso ha però avvertito che, senza interventi, alcuni mezzi potrebbero fermarsi non per protesta, ma perché il costo del gasolio renderebbe economicamente insostenibile continuare a lavorare.
Un rallentamento dell’autotrasporto avrebbe effetti su industria, commercio, distribuzione e approvvigionamenti. Per questo l’associazione chiede al Governo di aprire subito un confronto, prima che il caro gasolio diventi un problema ancora più ampio per il sistema produttivo italiano.
Il settore chiede quindi risposte rapide per evitare nuove pressioni sui costi delle merci.
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