Caro carburante, prosegue la protesta dell'autotrasporto: presidi in Calabria, Campania, Puglia e a Ravenna

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giovedì 24 febbraio 2022

Non si fermano i presidi spontanei degli autotrasportatori che dalla Calabria, alla Campania, alla Puglia, ma anche nel porto di Ravenna, continuano a protestare contro il caro-carburante, che rischia di penalizzare il settore dell'autotrasporto.

I rallentamenti e i disagi al traffico sono sfociati ieri in uno scontro fisico tra un camionista che stava protestando sulla statale 16 nel foggiano, e un automobilista: quest'ultimo ha aggredito il manifestante con un'arma da taglio, in modo non grave.

Decine di autotrasportatori calabresi hanno organizzato un sit-in nei pressi degli svincoli dell'A2 di Gioia Tauro e di Rosarno, con l'intenzione di raggiungere assieme la città di Palmi.

In Campania un'altra protesta dei camionisti, sul tracciato casertano dell'A1, nel tratto che dal casello conduce alla Salerno-Reggio e fino alla barriera di Napoli Nord a Caserta. Blocchi mobili hanno causato rallentamenti e disagi per il traffico tra Capua e Caianello, il cui casello è stato anche bloccato. Blocchi sono stati messi in atto anche sull'A30 Caserta-Salerno, alla barriera di Mercato San Severino (Salerno).

In Puglia sulla statale 613 Lecce-Brindisi la protesta di alcuni tir, con uno striscione, hanno percorso a passo lento un tratto di 10 km creando rallentamenti al traffico, senza però grossi disagi alla circolazione. Sempre in Puglia, nel Tarantino, diversi autotrasportatori hanno montato un presidio sulle statali 106 e 100, ricevendo la solidarieta' di alcuni sindaci locali.

Venerdì previsti tir lumaca a Bari; blocchi anche a Ravenna

Continuano anche nel barese le proteste sulla statale 96 e nella zona industriale di Altamura: "I costi sono così elevati - spiega il presidente di un consorzio - che viaggiare è diventato troppo oneroso, per questo abbiamo deciso di fermare i mezzi". La protesta, è stato annunciato, porterà i tir-lumaca venerdì alle porte di Bari.

Le iniziative però non si limitano al Mezzogiorno: all'alba di ieri il Porto San Vitale di Ravenna ieri è stato bloccato dai camionisti contro il caro-gasolio e anche contro il Green pass. Verso le 9 è stato aperto un varco per il transito dei veicoli, ma lunghe code si sono formate nelle principali strade circostanti.

Oggi, sempre a Ravenna, la protesta dei camionisti ha causato grossi rallentamenti in tre punti della città.

In Sicilia difficoltà per la distribuzione dei prodotti agricoli 

A Palermo, una ventina di tir oggi si sono fermati davanti all’ingresso del porto e lungo la strada che lo costeggia. La protesta degli autotrasportatori, partita alcuni giorni fa dal casello autostradale di San Gregorio a Catania, sta mettendo in difficoltà anche la distribuzione dei prodotti agricoli e alimentari nei supermercati dove la merce comincia a scarseggiare.

Le associazioni agricole intanto paventano il rischio per tonnellate di frutta e verdura che rischiano di marcire senza essere distribuite. “Siamo arrabbiati. Perché questi giorni di protesta e di conseguente mancata nostra presenza sui mercati hanno avvantaggiato gli altri competitor, soprattutto di Spagna e Marocco, che hanno proseguito regolarmente la loro attività”, spiega Nuccia Alboni, titolare di una cooperativa agricola che produce ortofrutta e consigliere territoriale di Confcooperative Ragusa.

“I danni – aggiunge – sono incalcolabili. Infatti, nonostante le celle frigorifere, dovremo capire in che modo potrà essere smaltita la merce andata a male. Quindi, siamo stati penalizzati due volte. Il conferimento degli scarti per noi avrà un costo. Non è che possiamo abbandonarli sui terreni. Prendiamo atto che gli operatori economici sono abbandonati a loro stessi. Sugli scaffali la merce c’è stata lo stesso. Ma non era la nostra. E quindi tutto questo ci danneggia. Tra l’altro, quando la protesta finirà, troveremo i mercati saturi e ciò comporterà l’abbassamento dei prezzi. Insomma, una situazione a dir poco paradossale”.

Tag: porto di ravenna, sciopero autotrasporto

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