Carenza autisti: mancano 30mila conducenti, nasce la piattaforma per trasporti e logistica
Creare lavoro, formare nuovi conducenti e favorire l’incontro tra aziende e autisti professionali
L’Italia deve fare i conti con un’emergenza nel settore dei trasporti. Mancano oltre 30mila conducenti professionali tra autotrasporto merci e trasporto passeggeri. Una carenza che sta mettendo sotto pressione logistica, mobilità, turismo e filiere produttive.
Per affrontare la crisi, Anita, Anav, Unasca e Confarca hanno dato vita a una nuova piattaforma interassociativa nazionale con l’obiettivo di rilanciare la professione di conducente e favorire l’ingresso di nuovi autisti nel mercato del lavoro.
Il protocollo è stato firmato il 26 maggio 2026 alla Camera dei Deputati, alla presenza del presidente della Commissione Trasporti Salvatore Deidda.
Emergenza autisti in Italia: settore trasporti in difficoltà
Secondo i dati presentati dalle associazioni:
- mancano circa 20mila autisti nel trasporto merci;
- il trasporto passeggeri registra un deficit di 10mila conducenti;
- l’età media degli autisti è di 47 anni;
- solo il 5% dei conducenti ha meno di 25 anni.
Numeri che evidenziano una crisi strutturale destinata a peggiorare senza interventi immediati.
L’emergenza non riguarda soltanto l’Italia. In Europa le posizioni vacanti per conducenti professionali hanno già superato quota 500mila e potrebbero oltrepassare il milione entro la fine del 2026.
Trasporti e logistica a rischio senza nuovi conducenti
La mancanza di autisti professionali sta diventando uno dei principali problemi per il sistema economico italiano.
Le conseguenze sono già evidenti:
- ritardi nelle consegne;
- aumento dei costi logistici;
- difficoltà operative per le aziende;
- carenza di personale nel trasporto pubblico;
- riduzione della competitività delle imprese.
Secondo il presidente di Anav, Nicola Biscotti, la carenza di conducenti rappresenta “una priorità strategica per l’intero sistema della mobilità e della logistica”.
Anche il presidente di Anita, Riccardo Morelli, ha sottolineato come la disponibilità di autisti qualificati sia fondamentale per garantire continuità alle filiere produttive italiane.
Nasce la piattaforma per il recruiting degli autisti
La nuova piattaforma interassociativa nasce con obiettivi precisi:
- promuovere la professione di conducente;
- facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro;
- rafforzare il rapporto tra autoscuole e imprese;
- semplificare l’accesso alle patenti professionali;
- migliorare la formazione dei conducenti.
Tra i progetti principali c’è lo sviluppo della piattaforma Anita/Anav&Jobs, dedicata al recruiting e alla qualificazione degli autisti professionali.
L’obiettivo è attirare nuovi lavoratori nel comparto trasporti, soprattutto giovani e persone in cerca di occupazione.
Patenti professionali: le proposte per fermare la crisi
Le associazioni hanno presentato anche una serie di proposte normative per accelerare la formazione di nuovi conducenti.
Tra le richieste:
- formazione a distanza per le patenti professionali;
- esami teorici in lingua inglese;
- autorizzazioni temporanee alla guida durante la formazione;
- integrazione dei percorsi tra merci e passeggeri;
- semplificazione del conseguimento della CQC.
Secondo il settore, servono procedure più moderne e veloci per evitare il peggioramento della crisi.
Perché mancano gli autisti in Italia
Tra le principali cause della carenza di conducenti ci sono:
- costi elevati delle patenti;
- difficoltà burocratiche;
- lunghi tempi di formazione;
- scarsa attrattività della professione;
- invecchiamento della forza lavoro.
Per questo la piattaforma punta anche a valorizzare il mestiere del conducente professionale, considerato sempre più strategico per l’economia italiana.
Rischio blocco per logistica e filiere produttive
Senza nuovi autisti, il rischio è un rallentamento dell’intero sistema logistico nazionale.
Dal trasporto merci alla mobilità pubblica, fino alla distribuzione commerciale, la mancanza di conducenti potrebbe provocare:
- aumento dei prezzi;
- riduzione dei servizi;
- ritardi nelle forniture;
- difficoltà per imprese e cittadini.
La nascita della nuova piattaforma rappresenta quindi un tentativo concreto di affrontare una delle emergenze più gravi del settore trasporti italiano negli ultimi anni.
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