Camionisti bloccano i confini UE, danni da 100 milioni al giorno
Proteste contro le nuove regole Schengen sull’ingresso e l’uscita dei trasportatori extra UE
Per il terzo giorno prosegue il blocco dei valichi merci verso l’Unione europea da parte dei camionisti dei Balcani occidentali.
La Camera di Commercio serba ha stimato in circa 100 milioni di euro al giorno il danno economico per l’area balcanica legato ai blocchi.
Perché i camionisti protestano
La protesta riguarda le nuove regole UE di Entrata e Uscita (EES), che limitano a 90 giorni ogni sei mesi la permanenza nello spazio Schengen.
I sindacati parlano di norme incompatibili con il trasporto merci internazionale.
Coinvolti camionisti di Serbia, Montenegro, Bosnia-Erzegovina e Macedonia del Nord. Annunciata la possibilità di blocchi fino a una settimana in mancanza di risposte dall’UE.
I valichi interessati sono quelli con Croazia, Ungheria, Grecia, Bulgaria e Romania.
Blocchi dei camionisti e catene di approvvigionamento a rischio
L’impatto della protesta dei camionisti non si limita al settore dei trasporti. A rischio sono le catene di approvvigionamento dell’intera regione.
Aleksandar Radovanović, Centro per la cooperazione regionale della Camera di Commercio di Belgrado:
“Se le catene di approvvigionamento vengono interrotte e le merci non possono essere importate ed esportate, potremmo finire con un collasso economico, perché le fabbriche non avranno modo di esportare”.
Camionisti e l’intervento del Montenegro
Il presidente del Montenegro Jakov Milatović ha scritto al Commissario europeo per l’Allargamento Marta Kos sulle difficoltà dei trasportatori di merci professionali legate alle nuove regole Schengen.
Le possibili soluzioni
Le associazioni di categoria chiedono una revisione delle norme Schengen per i camionisti professionali o l’introduzione di deroghe specifiche. In prospettiva, viene indicata anche la necessità di potenziare il trasporto ferroviario, fluviale e aereo per ridurre la dipendenza dal traffico su gomma.
In mancanza di un accordo rapido, avvertono i sindacati, la protesta dei camionisti potrebbe estendersi, con effetti sempre più pesanti sui rapporti commerciali tra UE e Balcani occidentali.
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