Camionisti nei Balcani, fine dei blocchi: deroghe UE ai 90 giorni Schengen
L’annuncio UE su un regime speciale per gli autisti porta alla revoca delle proteste ai confini Schengen
I camionisti dei Balcani occidentali hanno sospeso i blocchi ai confini con l’area Schengen il 30 gennaio, dalle ore 15:00. La protesta è durata quattro giorni e ha colpito diversi terminal merci lungo i collegamenti con l’Unione europea.
La decisione è stata comunicata dalle associazioni di categoria dopo l’apertura arrivata dalla Commissione europea sulla questione dei 90 giorni di permanenza nello spazio Schengen.
Camionisti, stop alla protesta dopo quattro giorni
La mobilitazione dei camionisti era iniziata in risposta ai continui fermi e respingimenti degli autisti provenienti da Paesi non Schengen. In diversi casi, secondo quanto riferito dalle associazioni, si è arrivati anche ad arresti e deportazioni.
Una situazione che, spiegano i trasportatori, rendeva impossibile lavorare con regolarità sulle rotte internazionali.
La questione dei 90 giorni Schengen
La protesta dei camionisti nasce dalla regola dei 90 giorni di permanenza nello spazio Schengen nell’arco di 180, considerata impraticabile per chi lavora sulle lunghe percorrenze. Una norma che, di fatto, porta gli autisti a essere trattati come migranti irregolari.
Nei comunicati diffusi in queste ore viene ribadito che i camionisti sono lavoratori professionisti e non persone in cerca di permanenza illegale.
Commissione europea: avviato un percorso
La sospensione dei blocchi è legata all’annuncio della Commissione europea, che ha riconosciuto i conducenti professionisti come categoria specifica e ha parlato dell’avvio di una nuova strategia sui visti. Per i camionisti si tratta di un primo segnale concreto, anche se non risolutivo.
Montenegro e Macedonia del Nord, poi Serbia e Bosnia-Erzegovina
Nei giorni scorsi avevano già sospeso le proteste i camionisti della Macedonia del Nord e del Montenegro. Con l’annuncio delle 15:00, anche in Serbia e Bosnia-Erzegovina i blocchi sono stati revocati e i terminal di frontiera liberati. Il traffico merci è così ripartito lungo i principali corridoi.
Camionisti e catene di approvvigionamento
Le associazioni spiegano che la sospensione è stata una scelta di responsabilità. Il blocco dei confini, ricordano, ha effetti immediati sulle catene di approvvigionamento europee, come già visto durante la pandemia.
Restano aperti i nodi per i camionisti
Nonostante lo stop alla protesta, i camionisti chiariscono che restano aperte diverse questioni. In particolare, mancano ancora garanzie operative per gli autisti fino all’adozione di nuove regole. La vertenza, spiegano, non è chiusa. I blocchi sì.
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