Camion, obiettivi CO2: i costruttori chiedono un rinvio all’UE
Mancano infrastrutture e condizioni economiche adeguate
La scadenza del 2030 preoccupa i costruttori di camion. I principali gruppi del settore hanno chiesto a Bruxelles di spostare di tre anni il termine previsto per raggiungere i nuovi obiettivi sulle emissioni di CO2.
La richiesta, avanzata durante l’IAA Transportation di Hannover, punta quindi al 2033.
Secondo i produttori, il problema non è la disponibilità di camion a zero emissioni, ma tutto ciò che serve per utilizzarli ogni giorno in modo competitivo.
Il dato sulle immatricolazioni fotografa bene la distanza dagli obiettivi. In Europa i camion pesanti a zero emissioni rappresentano appena il 2,4% del mercato. In Italia, Polonia e Spagna la quota resta sotto l’1%, mentre Germania e Francia registrano percentuali più alte.
È un divario che pesa soprattutto nei Paesi dove le flotte percorrono lunghe distanze e la rete di ricarica dedicata è ancora scarsa.
Camion elettrici: la rete di ricarica resta indietro
Il punto più delicato è quello delle infrastrutture. ACEA stima che in Europa siano disponibili meno di 2.000 colonnine pubbliche adatte ai mezzi pesanti. Per sostenere la crescita richiesta dalle norme europee ne servirebbero almeno 700 nuove ogni mese.
Anche l’idrogeno è lontano da una diffusione su larga scala: le stazioni realmente adatte ai camion pesanti sono ancora pochissime. A complicare il quadro ci sono poi i tempi per gli allacciamenti alla rete elettrica, che in alcuni casi possono richiedere anni.
Il costo dei camion resta un ostacolo
Per gli autotrasportatori la questione è anche economica. Un camion elettrico o a idrogeno continua a costare più di un modello diesel equivalente. Il recupero dell’investimento dipende quindi dal prezzo dell’energia, dai pedaggi, dagli incentivi e dai costi di esercizio.
Le regole UE prevedono una riduzione delle emissioni:
- del 45% dal 2030
- del 65% dal 2035
- del 90% dal 2040
Secondo ACEA, mancare l’obiettivo del 2030 di appena tre punti percentuali potrebbe generare sanzioni per circa 2,2 miliardi di euro.
Camion e CO2: perché i costruttori chiedono tempo
La richiesta all’Unione europea non riguarda soltanto il rinvio. I produttori vogliono anche più investimenti nella ricarica, maggiore capacità della rete elettrica e condizioni economiche che rendano conveniente il passaggio ai camion a zero emissioni.
I veicoli esistono, ma il mercato e le infrastrutture non stanno crescendo con la stessa velocità imposta dagli obiettivi europei.
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