Autotrasporto: quali violazioni fanno perdere incentivi e benefici contributivi
In dettaglio le violazioni previste dal nuovo Decreto
Le imprese di autotrasporto possono perdere benefici contributivi e incentivi. Succede in presenza di violazioni definitivamente accertate in materia di lavoro, legislazione sociale, salute e sicurezza.
Lo stabilisce il Decreto del Ministero del Lavoro del 22 giugno 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 156 dell’8 luglio 2026. Il provvedimento individua gli illeciti che impediscono ai datori di lavoro di accedere alle agevolazioni previste dalla normativa.
Benefici contributivi autotrasporto: cosa sono
I benefici contributivi sono riduzioni, sgravi o esoneri sui contributi previdenziali dovuti dal datore di lavoro. Possono riguardare, per esempio, l’assunzione di giovani, donne o lavoratori appartenenti a particolari categorie.
I benefici normativi comprendono invece vantaggi e regimi agevolati previsti dalla legislazione sul lavoro.
Per accedere alle agevolazioni restano necessari il DURC regolare, il rispetto della contrattazione collettiva e l’assenza delle violazioni indicate dal decreto.
Quando si perdono incentivi e agevolazioni
La perdita dei benefici per le imprese di autotrasporto non scatta dopo una semplice contestazione. La violazione deve essere accertata con un provvedimento definitivo, come una sentenza passata in giudicato o un’ordinanza-ingiunzione definitiva.
Non costituiscono invece causa ostativa i procedimenti penali estinti tramite prescrizione obbligatoria o oblazione.
L’esclusione più lunga, pari a 24 mesi, riguarda l’omissione di cautele contro gli infortuni, l’omicidio colposo con violazione delle norme antinfortunistiche e lo sfruttamento del lavoro.
Le lesioni colpose comportano un’esclusione di 18 mesi. Per gravi violazioni del Testo unico sulla sicurezza, come omessa valutazione dei rischi, irregolarità nei luoghi di lavoro, nelle attrezzature o nei piani di sicurezza, il periodo è di 12 mesi.
Lavoro nero, stranieri irregolari e riposi
L’impiego di lavoratori stranieri privi di un permesso valido nell’autotrasporto comporta la perdita dei benefici per otto mesi.
Il lavoro nero, cioè l’impiego senza preventiva comunicazione di assunzione, determina un’esclusione di sei mesi. Lo stesso periodo si applica alle violazioni sulla patente a crediti nei cantieri.
La mancata concessione del riposo giornaliero di 11 ore consecutive o del riposo settimanale di 24 ore comporta l’esclusione per tre mesi, ma solo se interessa almeno il 20% dei lavoratori.
Per le imprese di autotrasporto, la conseguenza può essere l’impossibilità di utilizzare sgravi e incentivi per nuove assunzioni, con un aumento diretto del costo del lavoro.
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