Autotrasporto, perché il costo del trasporto merci è sempre più alto
Caro diesel, costi operativi più alti e carenza di autisti nel 2026
Il trasporto merci su strada torna a costare di più in Europa. Nel secondo trimestre del 2026 sono salite sia le tariffe contrattuali sia quelle spot, invertendo il rallentamento visto tra la fine dello scorso anno e i primi mesi del 2026.
A spingere i prezzi non è però una ripresa decisa dei traffici. Il report IRU x Upply x Ti indica soprattutto un aumento dei costi per le imprese di autotrasporto, a partire dal carburante, che continua a pesare sui conti degli operatori.
Trasporto merci, tariffe in forte aumento
Nel secondo trimestre del 2026 sono aumentate sia le tariffe contrattuali sia quelle spot. Le prime hanno toccato 148 punti, 7,9 in più rispetto al trimestre precedente. Le tariffe spot sono invece salite a 146,8 punti, con un aumento di 14,6 punti in tre mesi.
Dopo tre trimestri di andamento differente, i due mercati sono quindi tornati a muoversi nella stessa direzione.
Il peso maggiore arriva dal gasolio. Nel secondo trimestre il prezzo medio nell’UE è stato di 1,94 euro al litro, il 27% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Ad aprile, nel momento di maggiore tensione, aveva raggiunto una media di 2,19 euro al litro.
Il caro diesel pesa sul trasporto merci
Per le aziende di autotrasporto, aumenti di questa portata sono difficili da assorbire. Il maggior costo del gasolio finisce quindi per essere trasferito, almeno in parte, sulle tariffe applicate ai clienti.
Non è però solo una questione di carburante. Secondo il Comité National Routier francese, i costi operativi del trasporto su strada a lungo raggio sono aumentati di quasi il 10% su base annua.
A incidere sono anche manutenzione, personale e disponibilità dei mezzi.
Volumi deboli, ma prezzi ancora alti
Il dato interessante è che il rialzo delle tariffe non arriva da una forte crescita dei volumi. Nel secondo trimestre, il trasporto merci tra le principali economie europee è diminuito dell’1,6% su base annua.
Il calo è comunque molto inferiore rispetto all’8% registrato nel primo trimestre e suggerisce una fase di stabilizzazione.
Resta inoltre il problema della carenza di autisti. In Europa, secondo IRU, circa il 13% dei posti da camionista è vacante, pari a circa 502.000 posizioni.
Trasporto merci, cosa aspettarsi nei prossimi mesi
Nella seconda metà del 2026 le tariffe potrebbero restare elevate. Finché diesel e costi operativi continueranno a pesare sui bilanci degli operatori, il trasporto merci difficilmente tornerà rapidamente sui livelli precedenti.
A frenare nuovi aumenti potrebbe essere soprattutto una domanda industriale debole. Ma il quadro resta chiaro: oggi trasportare merci costa di più non perché circolino necessariamente più volumi, ma perché ogni viaggio costa di più a chi lo effettua.
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