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Autotrasporto: nuove regole UE per gli autisti su distacco e contributi
CAMION

Autotrasporto: nuove regole UE per gli autisti su distacco e contributi

Ecco cosa cambia con le nuove regole

Marta Bettini
10 Luglio 2026

Nuove regole UE per gli autisti. Intervengono sul coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale e interessano direttamente le imprese che svolgono attività di autotrasporto internazionale.

Le norme chiariscono in quale Stato devono essere assicurati i lavoratori:

  • dove devono essere versati i contributi
  • quali condizioni devono essere rispettate quando un autista viene distaccato o lavora abitualmente in più Paesi europei.

Il Parlamento europeo ha approvato la posizione il 7 luglio 2026.

L’obiettivo è tutelare maggiormente i lavoratori mobili e, allo stesso tempo, contrastare frodi previdenziali, certificati irregolari e società costituite formalmente in Stati con un costo del lavoro più basso, ma prive di una reale attività economica.

Nuove regole UE per gli autisti: quale previdenza si applica

Per l’autotrasporto internazionale uno degli aspetti più importanti riguarda l’individuazione della legislazione previdenziale applicabile.

Un autista assunto da un’impresa italiana può effettuare trasporti in Francia, Germania, Austria o in altri Stati membri. Il semplice attraversamento di una frontiera, tuttavia, non significa necessariamente che il lavoratore sia distaccato.

Occorre distinguere tra:

  • autista inviato temporaneamente in un altro Stato membro;
  • autista che lavora abitualmente in due o più Stati membri;
  • semplice viaggio di lavoro;
  • attività rientrante nelle norme specifiche sul distacco previste per il trasporto stradale.

La distinzione determina il Paese nel quale il lavoratore deve essere assicurato e nel quale l’impresa deve versare i contributi.

Distacco degli autisti fino a 24 mesi

Le nuove norme confermano che un lavoratore inviato temporaneamente in un altro Stato membro può continuare a essere assicurato nel Paese in cui ha sede il datore di lavoro.

Il distacco può durare 24 mesi. A condizione che il lavoratore non venga inviato per sostituire un’altra persona già distaccata.

Per un’impresa italiana significa che, quando sono rispettati tutti i requisiti, l’autista può continuare a essere coperto dal sistema previdenziale italiano durante il periodo di attività svolto all’estero.

Il testo precisa inoltre che la durata complessiva dei lavori svolti da eventuali lavoratori che si succedono nello stesso incarico non può superare il limite previsto.

Tre mesi di iscrizione prima del distacco

Una delle novità riguarda il collegamento previdenziale con il Paese di origine.

Per poter essere inviato all’estero mantenendo la copertura previdenziale dello Stato in cui ha sede l’impresa, il lavoratore dovrà essere stato soggetto alla relativa legislazione per almeno tre mesi prima del distacco.

La disposizione riguarda anche le persone assunte specificamente in vista di un successivo invio in un altro Stato membro.

Per le imprese di autotrasporto cambia la gestione degli autisti inviati all’estero.

Non sarà più possibile assumere un lavoratore e mandarlo subito in un altro Stato membro mantenendo automaticamente la copertura previdenziale del Paese di assunzione.

Prima del distacco, l’autista dovrà essere iscritto a quel sistema di sicurezza sociale da almeno tre mesi.

La stessa regola vale per i lavoratori autonomi.

Anche in questo caso, prima di operare temporaneamente all’estero, sarà necessario aver svolto per almeno tre mesi un’attività effettiva nel Paese di stabilimento.

Certificato A1 e notifica preventiva

Le nuove regole UE per gli autisti rafforzano anche gli adempimenti collegati al documento portatile A1.

Il certificato A1 indica in quale Paese l’autista è assicurato e dove vengono versati i contributi.

Prima di inviare il lavoratore in un altro Stato membro, l’impresa dovrà comunicare lo spostamento alle autorità del Paese d’origine.

Le procedure per richiedere la determinazione della legislazione applicabile dovranno diventare progressivamente accessibili online. La digitalizzazione dovrebbe inoltre consentire alle autorità di verificare più rapidamente l’autenticità e la validità dei documenti A1.

Per le imprese di autotrasporto sarà quindi necessario controllare preventivamente:

la corretta posizione previdenziale dell’autista;
la necessità della notifica;
la validità del certificato A1;
la corrispondenza tra quanto dichiarato e l’attività realmente svolta.

Esenzione per attività brevi e viaggi di lavoro

L’obbligo di notifica preventiva non si applicherà ai viaggi di lavoro e, in determinate condizioni, alle attività di durata non superiore a tre giorni.

Questa esclusione non significa però che ogni trasporto internazionale di breve durata sia automaticamente esente dagli adempimenti.

Nel settore dell’autotrasporto bisognerà valutare la natura concreta dell’operazione e distinguere gli obblighi previdenziali dalle dichiarazioni previste dal Pacchetto Mobilità.

Le nuove disposizioni sulla sicurezza sociale, infatti, non modificano direttamente le regole relative a:

  • cabotaggio;
  • trasporto bilaterale;
  • operazioni di cross trade;
  • tempi di guida e riposo;
  • tachigrafo;
  • retribuzione minima applicabile nel Paese ospitante.

Autisti che lavorano in due o più Stati membri

Molti conducenti internazionali non vengono inviati occasionalmente all’estero, ma lavorano normalmente in più Stati membri.

In questi casi si applicano le norme sull’attività esercitata in due o più Paesi, e non necessariamente quelle sul distacco temporaneo.

La nuova disciplina chiarisce i criteri utilizzati per individuare la sede effettiva del datore di lavoro. Saranno considerate, tra le altre cose:

  • la sede in cui vengono prese le decisioni essenziali;
  • il luogo dell’amministrazione centrale;
  • la localizzazione dell’attività economica;
  • gli elementi che dimostrano l’effettivo radicamento dell’impresa.

Per gli autisti che lavorano abitualmente in più Paesi, la normativa previdenziale applicabile sarà stabilita per un periodo massimo di 24 mesi.

Alla scadenza, la posizione dovrà essere verificata di nuovo sulla base dell’attività svolta davvero dal lavoratore.

Più controlli contro società fittizie e frodi

La riforma rafforza la cooperazione tra gli enti previdenziali nazionali e lo scambio di informazioni necessario per individuare errori, abusi e frodi.

Il settore dell’autotrasporto è particolarmente interessato dal contrasto alle cosiddette letterbox companies, società con una sede formale in uno Stato membro ma gestite e operative prevalentemente in un altro Paese.

I controlli potranno riguardare la sede effettiva dell’impresa, il luogo in cui sono organizzati gli autisti, la gestione dei veicoli, il fatturato, i certificati A1 e i contributi versati.

Potranno aumentare anche le ispezioni coordinate o congiunte tra le autorità nazionali, con il supporto dell’Autorità europea del lavoro.

Leggi anche: Autotrasporto, multa a chi obbliga gli autisti a carico e scarico: cosa succede in Europa

  • autotrasporto
  • trasporto internazionale
  • distacco
  • Parlamento Europeo

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