Autotrasporto internazionale, nuovi controlli Entry/Exit System EES dal 12 ottobre 2025
Nuovi obblighi digitali e controlli biometrici, ecco cosa cambia
Dal 12 ottobre 2025 per l’autotrasporto internazionale entra in vigore l’Entry/Exit System (EES), il nuovo sistema europeo di controllo digitale delle frontiere esterne.
I tradizionali timbri sul passaporto saranno sostituiti da registrazioni elettroniche che includono dati biometrici e monitorano la durata della permanenza nell’area Schengen.
Per le imprese di autotrasporto internazionale, che operano su rotte strategiche come Regno Unito, Balcani, Turchia e Paesi dell’Europa orientale, l’impatto sarà significativo in termini di tempi, pianificazione dei viaggi e gestione dei documenti.
Entry/Exit System EES per l’autotrasporto internazionale
L’Entry/Exit System, istituito dal Regolamento (UE) 2017/2226, è una banca dati elettronica comune a tutti gli Stati Schengen.
Si applica ai cittadini di paesi terzi che entrano per soggiorni di breve durata, con un limite massimo di 90 giorni su un periodo di 180 giorni, sia che viaggino con visto sia che siano esenti.
Il sistema registra in automatico:
- dati anagrafici e numero del documento di viaggio;
- luogo, data e ora di ingresso e uscita;
- dati biometrici (fotografia e impronte digitali).
Per l’autotrasporto internazionale, questo significa che ogni conducente non comunitario che attraversa una frontiera esterna Schengen sarà identificato elettronicamente e dovrà rispettare i limiti temporali previsti.
I valichi extra UE che interessano l’autotrasporto
L’EES sarà operativo solo alle frontiere esterne dello Spazio Schengen, che rappresentano i principali punti di transito per l’autotrasporto internazionale su gomma. Tra questi:
- Calais–Dover e Folkestone (Eurotunnel): dopo la Brexit, il Regno Unito non appartiene più all’UE né a Schengen. Gli autisti extra UE, inclusi i britannici, dovranno fornire dati biometrici e saranno registrati ad ogni ingresso.
- Confini orientali: Croazia–Serbia, Croazia–Bosnia, Grecia–Turchia, Grecia–Albania, Ungheria–Ucraina, Polonia–Bielorussia, Finlandia–Russia, oltre ai valichi con Moldavia e Macedonia del Nord. Su queste rotte l’autotrasporto internazionale che impiega conducenti non comunitari sarà soggetto al monitoraggio elettronico degli ingressi e delle uscite.
I Paesi come Svizzera, Norvegia, Islanda e Liechtenstein, pur non appartenendo all’UE, aderiscono a Schengen. Di conseguenza i loro valichi non sono confini esterni e non rientrano nell’EES.
Effetti dell’Entry/Exit System EES sull’autotrasporto internazionale
L’EES non modifica le regole doganali relative alle merci, ma incide direttamente sull’attività quotidiana dell’autotrasporto internazionale. Le aziende del settore devono:
- Preparare i conducenti non UE: ogni ingresso in Schengen richiederà il rilievo di impronte digitali e fotografia, almeno alla prima entrata.
- Verificare con precisione il rispetto dei 90 giorni su 180: il sistema calcolerà in automatico la permanenza cumulativa nell’area Schengen. Chi supera il limite rischia segnalazioni e rifiuto di ingresso, con possibili ricadute sull’operatività dell’azienda di autotrasporto internazionale.
- Considerare possibili rallentamenti alle frontiere: nelle prime fasi, soprattutto a Calais/Dover e nei valichi balcanici, l’autotrasporto internazionale potrebbe subire attese più lunghe dovute all’adeguamento tecnologico e all’alto volume di transiti.
- Aggiornare le procedure interne: la pianificazione dei viaggi, i turni degli autisti e la gestione dei dati sensibili dovranno essere rivisti per garantire il rispetto delle nuove regole.
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