Autotrasporto in Italia: domanda, costi e prospettive 2026
Il quadro italiano ed europeo secondo il rapporto Upply
Nel 2026 l’autotrasporto in Italia si muove in un mercato che non mostra segnali di crescita significativa. I volumi restano contenuti e il settore continua a operare in equilibrio precario tra domanda debole e costi elevati.
Il rapporto Outlook 2026 for European Road Freight Transport di Upply colloca l’autotrasporto italiano all’interno di un quadro europeo caratterizzato da una ripresa economica limitata. Per l’area euro è prevista una crescita del PIL pari a circa l’1,2%, mentre Italia, Francia e Germania restano al di sotto dell’1,5%, un livello che non genera un aumento rilevante della domanda di trasporto merci su strada.
In questo contesto, l’autotrasporto non beneficia di un recupero dei volumi. L’attività si mantiene stabile, ma senza una dinamica espansiva, e le imprese continuano a operare con margini ridotti e scarsa propensione agli investimenti.
Domanda di trasporto merci
Il rapporto Upply evidenzia come la domanda di trasporto nel 2026 sia sostenuta principalmente dalla domanda interna e dal graduale recupero dei consumi delle famiglie europee. Tuttavia, l’impatto sui flussi logistici resta moderato.
Alcuni settori chiave per l’autotrasporto mostrano segnali contrastanti:
E-commerce in crescita, con un aumento dei volumi di consegne rapide e transfrontaliere
Settore farmaceutico in recupero
Settore chimico e trasporto di combustibili fossili in calo
Questi cambiamenti modificano la composizione dei flussi, aumentando la pressione sulla logistica urbana e sulle reti distributive, ma senza compensare pienamente la debolezza di altri comparti tradizionali.
Costi elevati e tariffe di trasporto
Nonostante i volumi contenuti, il rapporto Upply segnala che le tariffe di trasporto restano elevate. Le ragioni principali sono:
offerta di capacità limitata
cautela negli investimenti da parte delle imprese
aumento strutturale dei costi operativi
Carburante, pedaggi, assicurazioni e costi del lavoro continuano a comprimere i margini di un settore già caratterizzato da bassa redditività. Upply sottolinea come molte aziende di autotrasporto non abbiano alternative al trasferimento dei costi sui prezzi finali per garantire la sostenibilità economica.
Carenza di autisti: una criticità per l’autotrasporto
La mancanza di autisti è uno dei problemi più gravi per l’autotrasporto europeo e italiano. Secondo le stime citate nel rapporto, oltre il 60% delle posizioni potrebbe restare scoperto entro il 2026.
L’invecchiamento della forza lavoro e la difficoltà di attrarre nuove generazioni rendono questa criticità strutturale e destinata a incidere sulla capacità operativa del settore nel medio periodo.
Transizione ambientale e impatto sulle imprese
Il rapporto Upply dedica ampio spazio alla pressione normativa ambientale. Tra i principali fattori:
estensione dei pedaggi basati sulle emissioni di CO₂
rinvio dell’ETS 2 al 2028, con effetti economici rilevanti nel medio termine
diffusione delle Low Emission Zones
Sostituzione camion diesel con veicolo elettrico o a idrogeno: costo aggiuntivo 100.000–150.000 euro; impatto differenziato per dimensione d’impresa.
I grandi gruppi logistici dispongono di una maggiore capacità finanziaria. Le piccole e medie imprese risultano più esposte all’impatto economico degli investimenti richiesti dalla transizione ambientale.
L’adozione di tecnologie avanzate presenta forti differenze tra i Paesi europei. Germania e Paesi Bassi concentrano investimenti in intelligenza artificiale e veicoli autonomi. In Italia il trasporto su strada rientra tra i settori con livelli di adozione tecnologica più contenuti.
Prospettive per l’autotrasporto
Secondo Upply, il 2026 non sarà un anno di crisi aperta per l’autotrasporto italiano, ma nemmeno di forte crescita. Il settore si trova in una fase di transizione delicata, caratterizzata da:
crescita debole dei volumi
costi strutturalmente elevati
pressione normativa crescente
necessità di investimenti ambientali e tecnologici
Le imprese che riusciranno a innovare mantenendo il controllo dei costi saranno le meglio posizionate in un contesto competitivo sempre più selettivo.
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