Autotrasporto, fermo revocato ma costi sotto pressione: cinque soluzioni
Credito d’imposta, liquidità e controllo dei costi: le sfide per le imprese di autotrasporto
La revoca definitiva del fermo dell’autotrasporto allontana il rischio immediato di un blocco dei servizi. Ma non chiude l’emergenza economica che interessa il settore.
Durante l’incontro del 22 luglio al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Governo ha presentato alle associazioni i provvedimenti attuativi collegati all’accordo raggiunto a Palazzo Chigi il 22 maggio. Unatras, preso atto del rispetto degli impegni assunti, ha quindi deliberato all’unanimità la revoca del fermo, confermando però la volontà di vigilare sulla piena applicazione delle misure.
Credito d’imposta: cosa prevede il decreto
La misura più attesa riguarda il credito d’imposta sul gasolio, finanziato con 300 milioni di euro.
Il Decreto interministeriale del 23 maggio 2026 prevede un credito fino al 70% della maggiore spesa sostenuta per il gasolio utilizzato per la trazione dei veicoli nella disponibilità dell’impresa.
Il beneficio riguarda gli acquisti effettuati tra marzo e giugno 2026. L’incremento viene calcolato confrontando il prezzo sostenuto in questi mesi con il prezzo medio rilevato per febbraio 2026.
Con il nuovo decreto del 27 luglio 2026, anche gli acquisti di gasolio effettuati a luglio 2026 saranno inclusi nel periodo agevolato.
Non si tratta quindi di un rimborso pari al 70% dell’intera spesa, ma di una compensazione applicata alla sola differenza di costo. Il credito sarà utilizzabile tramite modello F24 entro il 31 dicembre 2026.
Le domande dovrebbero essere presentate attraverso la piattaforma Sogei a partire dal 1° settembre, con l’obiettivo di rendere disponibile il credito entro il 15 dicembre. Le imprese dovranno quindi preparare in anticipo fatture, quantità acquistate, dati dei veicoli e documentazione dei pagamenti.
Il problema della liquidità rimane
Il credito d’imposta rappresenta un sostegno importante, ma non risolve automaticamente il problema finanziario delle aziende.
Carburante, pedaggi, personale e manutenzione devono essere pagati subito, mentre i clienti possono saldare le fatture dopo settimane o mesi. Anche il beneficio fiscale diventa disponibile soltanto dopo la presentazione della domanda e il riconoscimento del credito.
A questo si aggiunge la volatilità del gasolio. Durante l’incontro al MIT, le associazioni hanno segnalato un incremento di circa 20 centesimi in due settimane, confermando quanto rapidamente possano cambiare i costi operativi.
Dal prezzo del gasolio al costo reale della tratta
Controllare soltanto il prezzo del carburante non è sufficiente. Ogni impresa dovrebbe conoscere il costo reale delle singole tratte, includendo carburante, pedaggi, conducente, manutenzione, pneumatici, ammortamento, soste, tempi di attesa e chilometri a vuoto.
Un viaggio apparentemente conveniente può generare un margine minimo, facilmente annullato da una deviazione, da un’attesa non remunerata o da un nuovo rincaro.
Come prepararsi: cinque priorità per le imprese
1. Monitorare consumi e rifornimenti.
I dati devono essere analizzati per singolo mezzo, conducente e tratta, così da individuare anomalie e sprechi.
2. Aggiornare il costo per chilometro.
In una fase di volatilità, il calcolo deve essere rivisto frequentemente, includendo tutte le principali voci di costo.
3. Rivedere contratti e tariffe.
È utile prevedere clausole di adeguamento legate al carburante e valorizzare soste, attese e servizi aggiuntivi.
4. Proteggere la liquidità.
Il credito d’imposta non deve essere considerato disponibilità immediata. Occorre pianificare il fabbisogno finanziario fino al suo effettivo utilizzo.
5. Digitalizzare la gestione della flotta.
Collegare consumi, percorrenze, costi e prestazioni permette di capire quali viaggi generano valore e quali producono inefficienze.
Dall’emergenza alla gestione basata sui dati
Gli aiuti pubblici possono attenuare gli effetti dei rincari, ma la sostenibilità delle flotte dipende sempre più dalla capacità di utilizzare i dati operativi.
In questo ambito si inseriscono le soluzioni sviluppate da MinervaS. La piattaforma enaide consente di prevedere consumi ed emissioni prima del viaggio, fornire indicazioni durante la guida e analizzare le prestazioni dei mezzi e gli stili di guida.
In una fase in cui ogni litro e ogni chilometro incidono sul margine, trasformare i dati della flotta in decisioni operative può fare la differenza tra mantenere i mezzi in movimento e renderli realmente produttivi.
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